Omicidio Vassallo, Iene indagano su vigilessa e il generale Pisani: «Forse la svolta»

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Alcune confidenze, arrivate da una fonte che la redazione delle Iene lascia nell’anonimato, portano l’inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano sull’omicidio di Angelo Vassallo, dalla famiglia Pisani, ovvero quella del generale e fondatore di Ros, Domenico Pisani, di sua figlia Ausonia Pisani e del genero, Sante Fragalà. C’è un ruolo del generale e della sua famiglia nel caso della morte del sindaco di Pollica?

La fonte fa alle Iene una rivelazione clamorosa che li spinge ad approfondire il possibile ruolo di una figura molto importante, l’ex generale dei carabinieri, originario di Pollica, con Angelo Vassallo. Il militare tornava spesso nel Cilento, a Pollica, e sembra che i rapporti tra lui e il sindaco Vassallo non fossero esattamente idilliaci. Secondo quanto rivela la fonte dietro a queste tensioni ci sarebbe stata la richiesta di Pisani di concedere ai fratelli Esposito una concessione balneare, rifiutata però da Angelo. Il lido in questione avrebbe dovuto essere gestito dalla figlia del generale, Ausonia. Lei, vigilessa ad Albano Laziale, è stata coinvolta l’anno successivo alla morte del sindaco, esattamente 8 mesi dopo l’assassinio di Vassallo, in un famoso caso di cronaca, coinvolta in un caso di spaccio di droga, sfociato in una sparatoria in cui morirono due persone. Per questa storia è stata condannata a 16 anni. Una condanna di 26 anni sta invece scontando Sante Fragalà, all’epoca compagno ed oggi marito, perché sarebbe stato lui, secondo la verità giudiziaria, a sparare materialmente alle due vittime.

Cosa c’entra con l’omicidio Vassallo? A collegarli è un dettaglio, cioè la pistola posseduta da Ausonia ma originariamente proprietà del generale: l’arma era simile a quella che avrebbe ucciso il sindaco di Pollica. La perizia svolta sulla pistola, però, avrebbe escluso che si tratti della stessa arma. Ma ci sarebbe anche un’altra pistola calibro 9×21: sembra infatti che Ausonia Pisani quel giorno avesse con sé un’altra arma, dello stesso modello ma con la matricola abrasa. Quella pistola fu però trovata nascosta in casa sua solo due anni dopo, nel 2013. 

Le armi sono l’altro capitolo ancora da verificare. Perché una calibro 9×21, come quella di proprietà della vigilessa, è stata usata nel delitto di Angelo Vassallo avvenuto prima delle 23 sulla strada che da Pollica conduce ad Acciaroli, dove lui abitava.

Qui il servizio completo delle Iene

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C’è un’altra terribile coincidenza. Sembra che nei giorni della morte del sindaco i telefoni di Ausonia Pisani e Sante Fragalà si fossero agganciati alla cella della zona di Pollica. E il compagno della figlia del generale, secondo gli investigatori, sarebbe stato uno dei capi del Clan Fragalà, presunta associazione mafiosa attiva sul litorale di Roma. 

Dopo la condanna per quel doppio omicidio Sante Fragalà è diventato un collaboratore di giustizia e ha contribuito a far arrestare quasi tutti i componenti della sua famiglia. Che esista un possibile collegamento tra questa vicenda e l’omicidio di Angelo Vassallo non è possibile stabilirlo ma le Iene nel loro quarto capitolo dell’inchiesta sono stati a Roma a casa del generale Pisani. A parlare è stata principalmente la moglie, la quale ha negato qualsiasi tipo di colpa e di collegamento con l’omicidio Vassallo e ha detto a Giulio Golia che furono i fratelli Esposito a chiedere di essere raccomandati a Vassallo per le concessioni dello stabilimento balneare. Un particolare che però i due fratelli salernitani ed imprenditori negano categoricamente: «Non avevamo alcun bisogno di raccomandazioni perché avevamo un buon rapporto con Angelo – dicono alle Iene – ma soprattutto non eravamo noi a voler realizzare lo stabilimento balneare, bensì proprio il generale Pisani che ci aveva invitati, in qualità di pubbliche relazioni, a portare gente a Pollica quando lui otteneva le concessioni».

«E’ possibile che Fragalà avesse commesso questo omicidio? I loro telefoni erano agganciati a Pollica». Chiede Golia alla moglie di Pisani ma lei nega.

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