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Omicidio Vassallo in Antimafia: «Al vaglio comportamento degli investigatori, magistrati e carabinieri»

di Antonio Vuolo

«O adesso o mai più per scoprire la verità». Commenta, senza giri di parole, Dario Vassallo, presidente della Fondazione “Angelo Vassallo” e fratello del sindaco pescatore di Pollica, ucciso il 5 settembre 2010 nel piccolo centro cilentano, all’uscita di Palazzo San Macuto, subito dopo l’audizione in Commissione Parlamentare Antimafia. Ieri pomeriggio, oltre a lui, il gruppo di lavoro parlamentare, presieduto da Nicola Morra, ha ascoltato anche Massimo Vassallo, un altro dei fratelli del sindaco pescatore e vicepresidente della Fondazione nata successivamente in sua memoria.

Un’audizione importante, quella di ieri, che potrebbe forse segnare un punto di svolta in una indagine, a livello giudiziario, ferma al palo. E, dopo l’incontro, trapelano caute speranze proprio da Dario Vassallo, che ha reso noti alla Commissione tutti i fatti di cui è direttamente informato e coinvolto, ripercorsi anche nel libro “La Verità Negata”, per tenere viva l’attenzione sull’omicidio dell’amministratore cilentano.

«La prima svolta importante è proprio la costituzione del gruppo di lavoro parlamentare, costituitosi solamente in altre poche occasioni – spiega Dario Vassallo – Un’eccezione che conferma la volontà di una parte delle Istituzioni di scoprire la verità sull’omicidio di Angelo». I contenuti dell’audizione sono segreti e Dario non si sbilancia, senza però nascondere la mole di lavoro fatta in tutti questi anni. «Ho raccolto tutto ciò che riguarda i personaggi che direttamente e indirettamente sono entrati in questa storia – aggiunge il presidente della Fondazione Vassallo – Anche chi dall’uccisione ha tratto giovamenti personali ed economici».

Un’indagine parlamentare parallela e autonoma a quella in atto dalla Procura della Repubblica di Salerno con l’obiettivo di fare luce sull’omicidio del sindaco ambientalista. «La Commissione sta indagando su tutti i personaggi che hanno indagato in questi anni – rincara la dose il fratello del sindaco – Ognuno deve ricordarsi che la legge è uguale per tutti, nessuno è immune. Per questo motivo, nessuno da oggi in poi si può sentire sereno. La Commissione, al termine dei lavori, redigerà un documento, mettendo nero su bianco il comportamento degli investigatori, dai magistrati all’ultimo dei carabinieri. Questo ci consentirà di fare un’azione penale e civile nei confronti di questi personaggi, chiedendo milioni e milioni di risarcimento danni. Se si arrendono fanno prima, almeno pagheranno di meno. Del resto, Angelo diceva che per vedere se una persona è veramente tuo amico devi fargli mettere le mani in tasca. Quelli che stavano il 5 settembre 2010 ad Acciaroli non erano suoi amici». E conclude: «La battaglia continua, io non mi arrenderò fino alla fine dei miei giorni». Intanto, nei prossimi giorni sono previste nuove audizioni. Ad interessarsi della vicenda ed artefice del gruppo di lavoro parlamentare, il membro della Commissione Antimafia on. Luca Migliorino, che da gennaio insieme ai fratelli Vassallo lavora sulla vicenda.

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A Cura di

Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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