Omosessualità, può capitare che un giorno un figlio ci dica

Infante viaggi

di Giangaetano Petrillo

Nel momento in cui anche nel nostro Paese si stanno registrando straordinari passi avanti nel cammino di emancipazione da pregiudizi, proibizioni – che sono e vogliono essere di supporto al benessere e alla maturazione libera dei giovani gay, lesbiche, bisessuali e trans –, vediamo riemergere rigurgiti discriminatori e omofobi, in diverse parti del mondo. E se un patriarca sostiene che la pandemia sia frutto dell’omosessualità, se una presidente ungherese combatte il contagio vietando la libertà di genere e un’organizzazione politica statunitense aggredisce le aperture del Santo Padre verso gli omosessuali, allora bisogna rialzare la voce per difendere quanto ottenuto nei decenni passati, e cioè il diritto e la libertà di esistere e di essere accettati.  Ma sappiamo comunque quanto non sia facile, e non possiamo affidarci soltanto alle leggi, che pur sono fondamentali per tutelarci, ma ciò che realmente conta è rivoluzionare l’opinione pubblica, renderla serena nell’accettare una realtà che non è diversa, ma molto simile. Perché può capitare che un giorno un figlio vi dica: “Mamma, papà, sono gay”, oppure che un amico, una collega, un vicino di casa o la compagna di partite a calcetto ci confidi la propria omosessualità o quella di suo figlio o sua figlia, ed ecco che il più delle volte ci si sente le gambe molli, la terra franare sotto i piedi, non si sa che cosa dire, come reagire, quali gesti fare. Ci si sente spesso inadeguati ad affrontare l’argomento e si teme di commettere errori dalle conseguenze devastanti per l’altro e per il rapporto. Sicuramente ci si potrebbe chiedere tutti: “Se mio figlio, il mio vicino di casa o la mia amica fosse gay o lesbica, quale sarebbe il problema? Perché la cosa mi spaventa? Come posso prepararmi a questa eventuale rivelazione?” Potreste essere insegnanti, sacerdoti, amici o genitori di un ragazzo o di una ragazza che ancora si sta interrogando sui propri sentimenti non riuscendo a capire se quello che prova è amore o solo un’amicizia più profonda, o che manifesta grosse difficoltà rispetto alla propria identità sessuale o che già ha percorso in solitudine il lungo e doloroso tragitto per riconoscersi differente dagli altri, sino ad accettarsi con serenità. Anche se crediamo di essere persone aperte, tolleranti, accoglienti, la notizia che una figlia o un figlio si scopra e si identifichi o si esprima come omosessuale, bisessuale o transgender, o altro ancora, sarà sempre un’esperienza che ci cambierà nel profondo come persone e come genitori.

Spesso ci si chiede, come mai qualcuno diventa omosessuale? Vi dico subito che non esiste una risposta. Nessuno lo sa con certezza. Tutte le teorie che hanno provato a dare una spiegazione definitiva hanno fallito. Tanto quelle biologiche quanto quelle psicologiche. Si nasce così? Lo si diventa? Per ora non ci sono spiegazioni. Sicuramente accade e ci si accorge di esserlo. La cosa interessante, però, è che nessuno sa come si diventa eterosessuale, ci si limita a liquidare il fatto come puramente biologico e naturale. In effetti, se ci fosse una teoria che spiegasse in modo convincente una cosa, spiegherebbe anche l’altra, ma finora nessuno l’ha formulata. Resta il fatto che, fino a non molto tempo fa, per tante persone e per la cultura dominante il sesso e il piacere servivano solo alla procreazione e non c’era dunque bisogno di chiedersi come si diventasse eterosessuali. Si dava la cosa per scontata, era la norma. Via via si è capito che l’amore e il piacere sono molto più di questo e si è cominciato a considerare il piacere e la procreazione sempre più come faccende che possono andare di pari passo, ma anche essere del tutto distinte. In fondo se solo estraniassimo il concetto dell’amore alla materialità semplice del corpo e dessimo all’amore un concetto alto, quasi platonico, che non corrispondesse alla sola attrazione fisica e corporale, che si distinguesse dal concepimento e dalla procreazione, ecco, solo allora possiamo comprendere non solo cosa significa essere omosessuale o eterosessuale, ma giungeremmo a comprendere cosa si intenda con amore, cosa significhi amare una persona. Perché non la si amerà più perché possiamo procreare, o perché c’è un’attrazione fisica, ma la si amerà è basta, senza un motivo o perché i motivi sarebbero troppi per poterli elencare. Ma sicuramente non solo ed esclusivamente per la procreazione. E, dunque, se possiamo amare sono solo per poter concepire, possiamo amare anche una persona del nostro stesso sesso.

Possiamo però dire cos’è l’omosessualità? L’omosessualità non è certo il frutto di una cattiva educazione o di madri troppo protettive o padri troppo assenti o, peggio ancora, il risultato di traumi o violenze. Invece di ammettere: “Gli piacciono le persone del suo sesso perché questa è la sua preferenza, il suo gusto”, c’è chi pensa: “È omosessuale perché ha problemi con le donne”. Traumi di qui, rifiuti di là. Provate a pensare se, per una volta, venisse applicato lo stesso ragionamento alle persone eterosessuali. Per esempio, non si è mai sentito qualcuno affermare: “A tizio piacciono le donne. Deve essere perché odia i maschi, perché ha un problema con il sesso maschile. Poverino, ha subito dei traumi da piccolo con un uomo, è per questo che è diventato eterosessuale”. Quando si viene a sapere dell’omosessualità di un figlio o di una figlia, capita che i genitori si chiedano quali errori hanno compiuto e se siano responsabili di tale condizione. Da molto tempo ormai la scienza ha confutato e abbandonato l’idea secondo la quale i genitori possono in qualche modo essere la causa dell’omosessualità dei propri figli o delle proprie figlie. Quindi tuo figlio o tua figlia non è così per qualcosa che hai fatto tu, né per qualcosa che ha fatto qualcun altro! L’omosessualità è omosessualità e basta. Esiste da sempre, in tutti i luoghi del mondo. Troviamo persone gay, lesbiche e bisessuali in tutti i tipi di famiglie e l’omosessualità è presente anche nel regno animale. Prendiamone atto e sfatiamo anche qualche altro mito in proposito. L’omosessualità è contro natura? Chi pensa in questi termini lo fa generalmente perché ha in testa un certo modello di ordine del mondo e immagina che la natura abbia previsto solo rapporti eterosessuali, dato che sono gli unici procreativi e quindi gli unici atti a garantire la continuità biologica della specie. Ma la maggior parte dei rapporti, compresi quelli eterosessuali, non è finalizzata alla riproduzione, bensì al piacere e alla relazione.

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Perché allora considerare contro natura solo i rapporti omosessuali e non anche quelli eterosessuali qualora non siano finalizzati alla riproduzione? C’è poi chi considera contro natura ciò che pare strano e non è percepito come norma, quindi come normale. Infine, non è detto che ciò che è considerato naturale sia buono o faccia bene, mentre ciò che non lo è sia da evitare. Nel corso del tempo è cambiato il concetto di cosa si possa ritenere naturale cosicché oggi possiamo dire che è naturale tutto ciò che esiste! L’omosessualità è contro la morale? Come si fa a stabilire ciò che è moralmente accettabile e che cosa non lo è? La morale di ciascuno è il risultato di educazione, principi e valori acquisiti che fanno sì che una persona senta di dover agire in una determinata maniera. Durante i regimi nazifascisti era moralmente giusto uccidere chi era ebreo, eppure non lo giudichiamo buono quell’atteggiamento, tutt’altro. Tuttavia è sbagliato imporre ad altri la propria visione del mondo, il proprio modo di agire e, soprattutto, alimentare sentimenti di esclusione e di discriminazione nei confronti di chi è diverso da me o pensa diversamente da me. L’omosessualità è una scelta? Non è possibile scegliere di essere omosessuali, così come non è possibile scegliere di essere eterosessuali. Non si può scegliere da chi sentirsi attratti e di chi innamorarsi, soprattutto perché non si tratta di emozioni fugaci ed effimere. Come ci si scopre eterosessuali, così ci si scopre omosessuali, cioè innamorandosi e sentendosi attratti affettivamente, sentimentalmente e sessualmente. Se fosse una scelta, in ogni momento della vita chiunque potrebbe cambiare e passare da etero a omosessuale e viceversa senza difficoltà, ma sappiamo che non è così. Pertanto, nessuno può convincere qualcun altro a diventare omosessuale. Non è frequentando persone omosessuali o sentir parlare di omosessualità che può far diventare omosessuali, tantomeno l’omosessualità può essere considerata una moda.

L’omosessualità è una malattia? Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancella l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali definendola una variante naturale del comportamento che comporta l’attrazione sentimentale, sessuale tra individui dello stesso sesso. Tutti gli studi ci dicono che non esistono differenze tra le persone eterosessuali e quelle omosessuali in termini di personalità e benessere psichico. Coloro che si vantano di poter guarire le persone omosessuali sono solo ciarlatani che sfruttano il dolore delle persone che fanno fatica ad accettarsi e il loro bisogno di ascolto, risposte e accoglienza. Diversi studi indicano che coloro che si sono sforzati di diventare eterosessuali sono andati incontro per lo più a dolorosi insuccessi, spesso sono caduti in una forte depressione e in alcuni casi si sono spinti fino al suicidio. Non a caso le associazioni più accreditate di medici e psicoterapeuti sostengono che non si dovrebbe mai provare a modificare l’orientamento sessuale delle persone. Anche l’Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani ha messo in chiaro con un comunicato che “qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale e al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Dunque, a conclusione di questa mia riflessione, voglio semplicemente dirvi che l’omosessualità è un modo di amare, di relazionarsi e di essere che, come l’eterosessualità, ha a che fare con l’affettività, i rapporti umani e la sessualità. Ma quali differenze potrebbero esserci tra una persona eterosessuale e una omosessuale? In fondo entrambi amiamo un’altra persona e vogliamo essere amati. Noi vogliamo farlo liberamente insieme a voi.

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