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A proposito di turismo e di cambiamento. Risposta alla lettera di Martuscelli. Orlando: ‘Continua e fai gruppo’

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo. Giunge una risposta alla lettera pubblicata precedentemente, scritta da Adamo Martuscelli (commerciante) che si interrogava sui problemi legati al turismo a Camerota

Lettera in risposta ad Adamo Martuscelli.
Caro amico,(permettimi di chiamarti così anche se non ti conosco), dopo aver letto la tua accorata lettera, ho provato un senso di sconforto per la situazione in cui ti trovi. Capisco perfettamente lo stato di prostrazione che sconfigge ogni tua velleità: ti chiedo solo di non demordere, lotta contro i sopprusi, fai valere i tuoi diritti trasformandoti in un “rompiscatole”, cercando di coinvolgere altri tuoi colleghi in questa giusta battaglia. Il suggerimento ti viene da chi anni fa decise di intraprendere un’attività sapendo a priori di dover lottare contro l’ottusità della classe politica che non “governa un territorio”, ma lo “gestisce” a suo uso e consumo. Camerota non è diversa dalle altre località, forse è qualcosa di peggio semplicemente perché il solo fatto che sia un Comune in profondo deficit, nonostante la ricchezza che dal turismo dovrebbe derivare, sta a testimoniare dell’incapacità amministrativa della classe politica. Basterebbe verificare chi paga le tasse sui rifiuti, la regolarità amministrative ed infrastrutturali di tante strutture turistiche da chiudere, la tolleranza di abusi di ogni genere, l’uso indiscriminato di multe dove non arriva la capacità di organizzare i parcheggi, gli affitti selvaggi che regnano sovrani a discapito della qualità degli  alloggi e dei loro temporanei inquilini. Questa economia profondamente marcia serve solo a creare consensi politici a chi non ha il coraggio di usare la mannaia per estirpare la gramigna che sta riempendo un fertile campo di grano. Se vorrai continuare nella tua attività non dovrai legarti a nessuno, solo a chi vive il proprio lavoro con passione: cerca di creare un gruppo di operatori, inizia a capire che solo associandosi e creando un gruppo omogeneo, potrete “fare rumore”.
Un altro importante suggerimento vorrei però dartelo: sappi che nel commercio per avere, occorre offrire, investire in capacità di accoglienza del cliente, offrire un sorriso e mettere gli altri a proprio agio.
Non diventare un accattone come quel barista, nei pressi del tuo negozio, cui ho portato un gruppo di trentacinque persone a consumare ed ha fatto pagare un caffè, un semplice caffè, anche al sottoscritto. Questo non è certo un esempio di come si debba lavorare per crescere: a mangiare da soli, spesso ci si può strozzare. Sta avvenendo lo stesso nel turismo: tutti pensavano anni fa di poter fare a meno di professionisti del settore, hanno mandato via il Club Med ed oggi questi presunti operatori turistici si trovano a convivere con i pidocchi (fatto salve rare, rarissime eccezioni). E domani potrebbe essere peggio.
Perciò caro amico, combatti per le tue idee, non stancarti di far sentire la tua voce in comune, denuncia il malcostume presente nel tuo settore, non aver paura della verità.
L’altra strada che ti si prospetta è quella di entrare anche tu nel branco di coloro che il tuo paese stanno distruggendo: piuttosto preferirei emigrare verso altri lidi, fortificarmi e ritornare per applicare metodologie commerciali più moderne supportate da un pensiero che si sarà arricchito frequentando altre culture ed altri mondi commerciali. Auguri, dal profondo del mio animo.
Giuseppe Orlando

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