Orria, inchiesta su presunti rifiuti interrati. Ortolani: «Problema esiste»

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L'ex mattatoio di Orria

Il chiacchiericcio si fa sempre più fitto. Notizie frammentate trovano riscontro nelle immagini esclusive girate dalle telecamere del Giornale del Cilento mentre in paese c’è chi preferisce «non dire nulla sulla questione». A Orria, piccolo centro del Cilento, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Salerno. Sono stati condotti lì da una denuncia, o forse più, che li ha portati a scoprire un sito di stoccaggio di rifiuti speciali, pericolosi e non, non propriamente lecito. 

I responsabili sono finiti nei guai e sono scattati i sigilli per l’area in questione. Sembrerebbe, infatti, che una notevole quantità di rifiuti sia stata interrata a diversi metri di profondità nel sottosuolo, in una zona conosciuta dalla gente del posto come ‘Ex mattatoio’. I numerosi reclami, accompagnati da una denuncia sottoscritta dai cittadini stessi, ha così portato a galla una scoperta che fa rumore. 

I carabinieri hanno ritrovato materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Tre sono le persone finite sul taccuino degli inquirenti. Si tratta del legale rappresentante di una locale impresa operante nel settore edilizio e altri due. Dovranno rispondere di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Ma non è finita qui: i militari hanno sottoposto a sequestro non solo l’area ma anche il camion adibito alla raccolta dei rifiuti. 

La notizia più sconvolgente riguarderebbe il fatto che nella stessa area è presente uno dei serbatoi principali di acqua potabile del paese, acqua che viene utilizzata per essere bevuta ma anche per l’irrigazione. Come se non bastasse, a pochi chilometri sono presenti numerosi campi coltivati da privati. 

Abbiamo raggiunto telefonicamente Franco Ortolani, geologo nonchè professore dell’Università Federico II di Napoli e membro della commissione Ambiente di Palazzo Madama. Ortolani ha chiarito alcuni aspetti spiegando come «le inflitrazioni d’acqua potrebbero trascinare con sé i vari agenti inquinanti rilasciati dai materiali depositati/interrati compromettendo quindi le coltivazioni». Per quanto riguarda il serbatoio dell’acqua, Ortolani afferma che «potrebbero esserci delle serie complicazioni qualora il serbatoio si trovasse sotto la superficie del suolo». «Il problema esiste – ha chiosato Ortolani – esiste!». 

L’inchiesta del Giornale del Cilento va avanti. Come vanno avanti le indagini della procura e dei carabinieri. Nell’area sottoposta a sequestro sono state praticate delle buche dagli inquirenti, probabilmente per tirare via del materiale che verrà poi sottoposto ad analisi. Nel caso si aspettano i risultati che potrebbero fungere da risposta alle molteplici domande prive, al momento, di spiegazione certa.

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