Ospedali lucani accorpati, Lagonegro protesta: «Indispensabile il vecchio, ma dov’è finito il nuovo?»

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In centinaia tra cittadini e manifestanti hanno chiesto di tenere accesi i riflettori sull’ospedale di Lagonegro, che con il riordino sanitario prevede di dipendere gerarchicamente dal San Carlo di Potenza. Ma non solo. Alla manifestazione di protesta, organizzata dagli attivisti del comitato civico per la costruzione del nuovo nosocomio, e avvenuta venerdì mattina a Lagonegro, le richieste sono state due. Innanzitutto avviare i lavori per la realizzazione dell’opera già progettata dell’ospedale acuti, come presidio strategico per la sanità lucana, e contestualmente mantenere quello già presente, di cui il riordino ne depotenzia l’offerta.

La protesta «Tredici anni di attesa senza alcuna conclusione. – spiegano – L’ospedale unico per acuti, finanziato, progettato ed appaltato, è sparito nel nulla, imprigionato nelle sabbie mobili di una burocrazia regionale inefficiente, sostenuta dal silenzio complice di una certa politica». Sono passati oltre 13 anni dall’approvazione del progetto di fattibilità dell’ospedale Unico per acuti dell’azienda sanitaria Usl di Lagonegro, una struttura per la quale vennero impegnate risorse pari a circa 67 milioni di euro. «Costituisce un credito del territorio – spiegano ancora – verso la regione Basilicata, sia per il mancato investimento di oltre 100 milioni di euro per la realizzazione dell’opera, dovuto all’inerzia dell’amministrazione regionale, incapace di trovare una soluzione per l’avvio dei lavori, sia per l’emergenza sanitaria creata dal nuovo piano di riordino che riduce i servizi dell’ospedale esistente, ne annulla l’autonomia e lo rende gerarchicamente subordinato all’ospedale di Potenza, depotenziando l’offerta sanità in un’area periferica e orograficamente svantaggiata».

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La richiesta Quello che chiede il comitato pro ospedale per acuti del lagonegrese, chiede un rapido avvio dei lavori e la contrarietà al riordino sanitario. Ed è per questo che ha organizzato la manifestazione di protesta che si è svolta venerdì mattina a partire dalle 9:00 in piazza Grande, con un corteo che si è concluso in località Cappella (svincolo A3 Lagonegro Sud), luogo destinato per la costruzione, mai iniziata, del nuovo nosocomio. Alla mattinata erano presenti anche il sindaco di Lagonegro Pasquale Mitidieri, il primo cittadino di Rivello, Antonio Manfredelli, e il sindaco di Episcopia Biagio Costanzo. Presenti anche i delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil. 

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