Padula e Teggiano, un viaggio tra spiritualità e arte

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Padula e Teggiano, un viaggio tra spiritualità e arte

Un alone di spiritualità accomuna due centri immersi in paesaggi mozzafiato: Padula e Teggiano. Il primo è immersa nel verde delle pendici della Maddalena ed è noto per la Certosa di San Lorenzo, uno dei più spettacolari monumenti dell’Italia. Salendo, si incontra Teggiano, una ‘finestra’ sul Vallo di Diano. Il paese si dispone attorno a tredici chiese, un patrimonio artistico senza tempo.

La Certosa di San Lorenzo, a Padula, è uno dei monumenti più importanti della storia dell’arte europea. Fondata nel XIV secolo dai monaci Certosini, questa imponente struttura è cresciuta nel tempo fino a diventare uno dei più grandi e spettacolari monasteri d’Europa. La costruzione del complesso architettonico durò diversi secoli e fu realizzata in diverse fasi. Il nucleo originario della Certosa risale al 1306, quando il conte di Marsico Tommaso II Sanseverino donò ai monaci della Certosa di San Brunone la Grancia di San Lorenzo dell’abate di Montevergine. Nel corso dei secoli, la Certosa si arricchì di nuovi edifici, giardini e chiostri, diventando un vero e proprio gioiello architettonico. All’interno della Certosa si possono ammirare numerosi tesori artistici, tra cui pregevoli affreschi e sculture.

Fra i luoghi di maggior interesse si annoverano la Cappella del Priore, la Sala Capitolare, la Biblioteca e il Chiostro Grande, uno dei più grandi e spettacolari d’Europa. La Certosa di San Lorenzo è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1998 e nel 2002 è stata inserita dalla Regione Campania tra i Grandi Attrattori Culturali. La Scala elicoidale è tra le opere architettoniche più interessanti dell’intero monumento. «Simbolo dell’ascesa al sapere è costituita da 38 gradini monolitici, aperti a ventaglio, e raccordati, senza uso di calce, unicamente da un cordolo ricavato negli stessi scalini, porta nell’antisala della biblioteca, dove una elegante balaustra traforata la racchiude. L’assenza della colonna centrale e il fatto che i gradini poggiano pochi centimetri nella parete laterale la rendono un’opera in pretra di alta ingegneria ed i frammenti fossili presenti nella pietra calcarea donano alla scala un ulteriore fascino. Ignoto è il suo autore, né si conosce l’epoca della sua costruzione», si legge nella guida di Giuseppe Verga.

Teggiano, nel Vallo di Diano più profondo, affascina anche per le numerose tracce del loro passaggio in città lasciate dagli artisti del passato come Tino da Camaino, Giovanni da Nola, Melchiorre da Moltalbano e Andrea da Salerno. E’ una cittadella medioevale ricca di arte, storia e cultura. Tra le attrazioni da non perdere, il complesso della SS. Pietà con il portico del chiostro interno interamente affrescato e il pozzo lapideo risalente al 1780.

E tutte le chiese dell’itinerario che meritano di essere scoperte e apprezzate: la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, Chiesa di Sant’Andrea, Chiesa di San Francesco, la Chiesa della Santissima Annunziata, la Chiesa di San Benedetto, Chiesa di San Martino, Chiesa di San Michele Arcangelo, Chiesa di Sant’Agostino, Chiesa di Sant’Antuono, Cappella della Madonna della Misericordia, Cappella di San Nicola da Mira, Cappella di Santa Barbara. (Le info su www.visitteggiano.it). Ricchi di fascino e di opere sacre i Musei tra cui i musei della Diocesi di Teggiano Policastro, con il Museo Diocesano “San Pietro” e il “Lapidario Dianense”. Da non perdere nella visita anche il Museo delle Erbe, il Museo delle arti e tradizioni popolari e il Museo di San Cono, dove sono custoditi quadri, manifesti, paramenti sacri e libri del monaco Cono, santo protettore di Teggiano. (Foto Visit Teggiano)

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