Paesi senz’acqua lungo la costa del Cilento, tra la rabbia di residenti e turisti

Infante viaggi

di Antonio Vuolo – Rubinetti ancora a secco lungo la costa cilentana, disagi per residenti e turisti. Situazione critica a San Mauro Cilento e Montecorice, problemi anche nella vicina Castellabate. «Abbiamo dovuto installare i serbatoi per fronteggiare una situazione divenuta ormai insostenibile – raccontano i condomini di un parco privato di Case del Conte, frazione di Montecorice – E’ diventato ormai impossibile farsi una doccia e/o cucinare». E’ da più di tre giorni ormai che nella frazione balneare di Montecorice i rubinetti sono chiusi. L’acqua giunge nelle abitazioni per non più di una o due ore al giorno, e soprattutto nelle ore notturne. Tra vecchi metodi “fai da te” con il riempimento di bottiglie e damigiane e installazioni last minute di serbatoi, non sono mancati anche vacanzieri che hanno deciso di rientrare in città perché stufi di rimanere per giorni senza acqua. «Da giorni contattiamo Consac, la società che gestisce il servizio idrico, per avere delle risposte, ma sono sempre elusivi» raccontano Albert e Barbara, coppia napoletana con una residenza estiva a Case del Conte. Presa d’assalto anche la pagina Facebook del Comune di Montecorice con commenti inviperiti. «Abbiamo una situazione terribile – scrive Anna Rosati – Siamo tornati a venti anni fa quando eravamo sempre senza acqua». Mentre l’Ente annuncia un’attività di lavaggio straordinario delle piazze, nelle varie frazioni comunali, Corrado Varriale rincara la dose: «Siamo senz’acqua da due giorni, utilizziamo quest’acqua per uso domestico, le piazze potete lavarle quando l’emergenza idrica sarà risolta». Non va meglio anche nelle altre due frazioni costiere, San Nicola a Mare e Agnone Cilento, così come nelle frazioni collinari. «E’ ormai una storia vecchia di trent’anni – aggiunge Paolo Menza, residente ad Ortodonico – Si va a singhiozzo con enormi difficoltà per tutti». Nei giorni scorsi, del resto, sono dovute intervenire anche le autobotti sia a Montecorice che a San Mauro Cilento. Tra reti fatiscenti, con rotture frequenti, e riduzione delle portate ai serbatoi in considerazione della grave situazione di crisi idrica, a contendersi i disservizi sono sia la Consac che l’Asis, le due società che si occupano del servizio idrico a sud della provincia di Salerno. E nel balletto delle responsabilità tra Enti comunali e società a pagare il prezzo più caro sono sempre i cittadini, residenti e non, che si ritrovano senza acqua. Nel frattempo, a San Mauro Cilento, il primo cittadino Giuseppe Cilento ha chiesto con una missiva, indirizzata a Consac, «la pianificazione di di un ulteriore serbatoio di accumulo, l’ampliamento dei serbatoi esistenti, la sistemazione delle sorgenti di montagna, alcune nuove perforazioni per la ricerca delle sorgenti sia in montagna che a Mezzatorre, dove esistono ottime possibilità di incrementare di molto la risorsa idrica». Non mancano disagi anche a Castellabate. Nelle varie frazioni, infatti, si registra da giorni la carenza d’acqua, tra la rabbia di residenti e vacanzieri.

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