Paestum, residenti e stranieri ripuliscono parchi e piazze dai rifiuti

di Redazione

Cittadini residenti e stranieri insieme per la cura del territorio. Per pulire parchi e piazze, raccogliere rifiuti abbandonati nell’ambiente e valorizzare il patrimonio culturale, ma anche per scambiare saperi e conoscenze attraverso corsi di cucina e lezioni di yoga: «Ogni attività svolta insieme ha permesso di conoscerci meglio reciprocamente e abbattere pregiudizi e timori da entrambe le parti, promuovendo nuove forme di convivenza e collaborazione», ha spiegato Ousmane Diaby, volontario proveniente dalla Guinea.

È in queste poche parole il senso del progetto Involve (INtegration of migrants as VOLunteers for the safeguard of Vulnerable Environments), cofinanziato dalla Commissione Europea tramite il programma AMIF, per migliorare e aumentare l’inclusione dei cittadini dei Paesi terzi attraverso percorsi di volontariato in campo ambientale e culturale, per contribuire alla costruzione di comunità più coese e sicure, con progetti pilota in Italia, Francia e Germania.

«Qui a Paestum abbiamo iniziato con corsi di alfabetizzazione, supporto legale, coinvolgimento nelle attività di volontariato per prendersi cura del territorio, visite guidate, creazione di due ciclo officine, corsi di educazione stradale e la nascita all’interno di uno dei CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) dell’orto sociale “OrtoMondo” curato dai richiedenti asilo. Esperienza che abbiamo voluto documentare con il video presentato oggi in contemporanea con gli Hub delle altre località», dichiara Luigi De Padova, local coordinator di Paestum.

Il progetto Involve, iniziato a gennaio 2019 e in corso fino a dicembre 2021, si svolge in sette località – Rovigo, Paestum e Scicli in Italia; Veynes e Communauté de communes du Pays de Saint-Aulaye in Francia; i distretti Pankow and Neukolln a Berlino in Germania – per sviluppare modelli di integrazione adatti alle cittadine di piccole, medie e grandi dimensioni dove numerosi stranieri si sono già stabiliti da tempo ma non sono ancora integrati nel tessuto sociale delle comunità ospitanti. Qui, i Local Community Hub presenti sono diventati luoghi di incontro e condivisione delle esperienze personali e sociali; la “casa” dove i cittadini dei Paesi terzi e i residenti si incontrano per individuare le criticità ambientali e culturali dei propri territori e per progettare le attività per la valorizzazione e la promozione di beni comuni.

«Le attività di volontariato rappresentano un’ottima occasione per sviluppare coesione tra persone provenienti da Paesi diversi ma che si ritrovano a vivere nel medesimo territorio – ha dichiarato il presidente di Legambiente nazionale Stefano Ciafani -. Prendersi cura di uno spazio pubblico, impegnarsi nella valorizzazione di un bene comune o partecipare ad attività sociali a beneficio della comunità, sono azioni che fanno bene a 360°, sia perché permettono ai cittadini stranieri di impegnarsi e sentirsi utili allargando la loro rete di relazioni, sia perché consentono anche alle più piccole comunità locali di aprirsi al mondo e trovare nuovo sostegno nei giovani immigrati, dando vita a naturali e solidi processi di integrazione».

Le prossime attività previste nel nostro Hub prevedono oltre alle attività permanenti di volontariato dedicate alla cura del patrimonio culturale e naturale, l’organizzazione di un campo di volontariato internazionale, giornate di incontri socio-culturali e il consolidamento dell’esperienza di agricoltura sociale OrtoMondo.



©Riproduzione riservata