Paglia a Torre Orsaia: «Etica e diritto restino inseparabili»

E’ il diritto che deve adattarsi all’etica o l’etica adattarsi alle regole del diritto? L’interrogativo è stato il focus della discussione del convegno che si è svolto a Torre Orsaia a Palazzo Vassalli nei giorni scorsi. Un evento importante organizzato dall’associazione interparlamentare “Cultori dell’Etica”, e patrocinato dall’Università Popolare del Cilento e dal Consiglio dell’Ordine Forense presso il Tribunale di Vallo della Lucania, al quale ha preso parte monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

«Etica e diritto devono restare inseparabili – ha detto Paglia – perché una società totalmente corretta senza l’amore è frigida. Ad unirli è il legame sociale, l’amicizia, ciò che rende un popolo. In questo senso la prossimità, il sogno comune, è ciò che rende ragione dell’etica e della giustizia, come due sorelle che possono aiutare la società a vivere il bene comune per tutti».

Nella tecnologia si deve creare un’alleanza tra le due: «Oggi c’è una sorta di prevalenza della tecnologia. Questo porta come conseguenza drammatica la rottura dei legami immediati e diretti, che invece definiscono l’essere umano come tale. Ognuno di noi è strutturalmente relazionale agli altri, al creato, agli alberi, agli animali, ma l’anima di tutto è la societas di uomini e donne che hanno ricevuto da Dio il compito di custodire il creato e di sentire la responsabilità delle generazioni. La tecnologia è talmente avanzata, più della cultura e della solidarietà, che rischia di soverchiare e di ferire a morte le due dimensioni fondamentali».

All’incontro ha preso parte anche Giuseppe Tesauro, presidente emerito della Corte Costituzionale, Iside Russo, presidente della Corte di Appello di Salerno, Salvatore Russo, presidente di Sezione del Tribunale di Salerno, Gianfranco Donadio, procuratore della Repubblica di Lagonegro, Gaetano De Luca, presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Domenico Lentini, presidente del Consiglio dell’Ordine Forense di Vallo della Lucania e il Senatore Leo A. Borea, vice Presidente della Commissione Giustizia del Senato nella XIV Legislatura, autore del libro “La giustizia in Italia: segreti, delitti, misteri”, promotore dell’iniziativa. Presenti anche il sindaco di Torre Orsaia, Pietro Vicino e Andrea Baldini, presidente Università Popolare del Cilento.

Per Tesauro diritto ed etica non vanno sempre d’accordo. «Le sentenze che tormentano di più i giudici sono quelle legate alla coscienza – ha spiegato – che però deve avere sempre a che fare con il diritto. Sono decisioni che creano tormento e solitudine. Il diritto è innanzitutto buonsenso e la ragionevolezza deve invitare a rispondere».

Donadio ha ripercorso il processo, le sentenze e il memoriale dietro il caso di Aldo Moro e la ricostruzione del fotografo dell’Ansa, Antonio Ianni, che raccontava di un elicottero bianco, senza segni distintivi, che sorvolava il luogo della strage.

Il presidente del tribunale di Vallo della Lucania, De Luca: «Dobbiamo chiederci se ognuno di noi fa eticamente bene il suo lavoro per applicare in maniera incontestabile il diritto o è una diversa interpretazione della norma. E mi riferisco ai pretori d’assalto. Esiste un’etica nel magistrato per approcciarsi alla norma».

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