Palazzo Gentilcore, il gioiello nel cuore di Castellabate pronto a ripartire

di Antonio Vuolo

«In questi mesi di chiusura forzata ci siamo concentrati sulla necessità di reagire positivamente alle difficoltà generate dalla pandemia». Esordisce così Chiara Fontana, titolare di Palazzo Gentilcore, ex dimora gentilizia, oggi una struttura alberghiera, sita nel cuore di Castellabate, uno dei borghi più belli d’Italia, affacciato sul mare dell’Area Marina Protetta di Santa Maria, in occasione della presentazione del progetto “Core e Gentilcore, store d’amore, vino e resilienza”.

Obiettivo? Ripartire in sicurezza. Del resto, da questi parti, lei e Giovanni Riccardi, suo socio, l’hanno già fatto nell’estate 2020, ricevendo prenotazioni e consensi da turisti, italiani e stranieri. Tutto ciò grazie all’adozione di un protocollo di sicurezza molto rigido con impianti di sanificazione in tutti gli ambienti, comprese le stanze degli ospiti. E non solo. Da quest’anno, infatti, grazie alla collaborazione con la Medical Care Milano di Chiarini Group, tutti gli ospiti effettueranno il tampone rapido all’arrivo e potranno chiedere, in caso di necessità, anche un tampone alla partenza, dopo il soggiorno in terra cilentana.

«Ci teniamo a garantire ai nostro ospiti un soggiorno assolutamente sereno», aggiungono Chiara, docente di diritto tributario, e Giovanni, avvocato amministrativista, che hanno praticamente cambiato vita e rilevato Palazzo Gentilcore, rendendolo un piccolo gioiello nei pressi di una delle antiche cinque porte del borgo di Castellabate.

Una struttura che si distingue anche per la capacità di usare esclusivamente materiali locali eco-compatibili (dalla pavimentazione, agli arredi, ai kit di cortesia presenti nelle camere) e di prodotti enogastronomici d’eccellenza del territorio, con all’interno una piccola boutique per chi vuole portare a casa i sapori di questa terra. «Il nostro è un piccolo albergo che punta tutto sul territorio, il Cilento è un giacimento di ricchezze enogastronomiche e la nostra mission è quella di valorizzare queste eccellenze” aggiunge Chiara Fontana, mentre racconta anche della massaia Pina, che ogni giorno prepara dei “dolci squisiti, rigorosamente a chilometro 0, da offrire alla clientela».

Sicurezza, qualità e cortesia sono, dunque, i paradigmi aziendali che si sono incrociati con quelli dell’azienda vitivinicola Montevetrano, portando così alla presentazione del progetto “Core e Gentilcore, storie d’amore, vino e resilienza”, patrocinato anche dalla Camera di Commercio e che ha visto la presenza anche di soggetti istituzionali come l’Ente Parco del Cilento e il Comune di Castellabate.

Un altro modello virtuoso, quello di Montevetrano, rappresentato da Gaia Marano Imparato che, dopo una carriera da grafica nel mondo della moda, passando da Benetton a Dolce&Gabbana, ha deciso di rimettersi in gioco, tornando a casa, tra Salerno e San Cipriano Picentino, per diventare la responsabile della linea Core, la più recente della cantina: un rosso e un bianco, quest’ultimo premiato con i “Tre bicchieri del Gambero Rosso”. «Crediamo – conclude Chiara Fontana – che si possa concretamente verificare la possibilità di ripartire in sicurezza, puntando sull’adozione di protocolli sanitari adeguati, sulla sinergie tra imprese virtuose, sulla qualità, sull’eco-compatibilità e sul ricchissimo giacimento eno-gastronomico di cui dispone la nostra provincia».

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