Palinuro, immersione fatale: addio al comandante dei carabinieri Ugo Scotti

di Redazione

Cinquantatre anni, maresciallo dei carabinieri della stazione di Cori in provincia di Latina. Il comandante Ugo Scotti è l’ennesima vittima del mare del Cilento. Il sub è morto ieri durante un’immersione a circa 200 metri dalla costa di Palinuro nei pressi della Grotta di Zi Anna. Si era immerso con un amico, che non vedendolo risalire ha lanciato subito l’allarme. Poi le ricerche. La Guardia Costiera di Palinuro, diretta dal tenente di vascello Amalia Mugavero, ha recuperato il corpo del militare poco dopo l’allarme dato dall’amico che si era immerso con lui.

I due stavano facendo pesca subacquea sportiva in apnea. Intorno alle 15:30, quando l’amico si è accorto di non vedere il militare, ha iniziato a cercarlo e ha chiesto ad alcuni escursionisti in barca di lanciare l’allarme alla Capitaneria di Porto, mentre lui avrebbe continuato a perlustrare la zona. E’ stata poi la Capitaneria di Porto di Palinuro a ritrovare il corpo a 200 metri dalla costa. L’uomo è stato trasportato al Porto di Palinuro dove un medico del 118 ne ha constatato purtroppo il decesso. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Vallo della Lucania, per l’autopsia disposta dal magistrato di turno, e che sarà effettuata probabilmente nella giornata di oggi dal medico legale Adamo Maiese. Il comandante lascia la moglie e due figli di 19 e 17 anni.

Le precedenti tragedie
La tragedia di ieri, costata la vita al maresciallo dei carabinieri, è l’ultima di una serie di incidenti, il più grave avvenuto il 30 giugno 2012 nella grotta degli occhi di Palinuro dove persero la vita quattro sub. Il gruppo, che faceva parte di una spedizione del diving center “Pesciolinosub”, era guidato dall’istruttore Douglas Rizzo, residente a Roma ma nato a Londra nel ’71, e composto anche da Susi Cavaccini, 34enne nativa di Salerno, Telios Panaiotis, nato a Reggio Calabria nell’89 e di origine greca.

Un altro drammatico incidente, avvenuto il 19 agosto 2016. Mauro Cammardella, titolare del diving club “Mauro Sub”; Mauro Tancredi, profondo conoscitore della costa e delle grotte della zona, entrambi di Palinuro, e Silvio Anzola, nato a Parma ma residente a Milano, persero la vita durante un’immersione. I tre sub si trovavano a decine di metri di profondità, nei pressi di Punta Jacco, nella cosiddetta “Grotta della Scaletta”.

Un altro grave incidente si verificò l’11 settembre del ’96, quando tre polacchi, Fall Spyrka di 19 anni, Gregorz Sosinka di 21 e Witold Olszowski di 37 anni, persero la vita durante una immersione nella stessa grotta a Punta Jacco. I tre polacchi facevano parte dell’ Accademy Club di Cracovia, una scuola di immersione, ed erano in possesso di patentino. I loro corpi furono trovati ad una profondità di di circa 45 metri, all’interno di un lungo cunicolo.

Due anni dopo, nel settembre 1998, morirono nei fondali della “Grotta Azzurra” due sommozzatori milanesi, Giuseppe Tosi, 30 anni, e Maurizio Melon, 44 anni. I loro corpi furono trovati nella “Camera della Neve”, un cunicolo a quasi venti metri di profondità.

Il 5 agosto 1994 a perdere la vita nelle viscere cilentane un altro sub, Mauro Bossi, 33enne milanese. Bossi si era tuffato per esplorare le numerose grotte della zona del Buondormire.

Nell’agosto del 1984 stessa triste sorte tocca a  due giovani speleologi subacquei friulani, Stefano Modonetti, di 29 anni, e Luigi Savoi, di 28. Facevano parte di un gruppo di speleologi di Udine e avrebbero dovuto esplorare un cunicolo che porta in una grande grotta sottomarina. Per motivi mai accertati i due subacquei percorsero per una cinquantina di metri un cunicolo cieco dal quale non riuscirono a tornare indietro.

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