Parco archeologico di Paestum celebra Dante con i centauri della Divina Commedia

di Antonio Vuolo

Anche il Parco archeologico di Velia e Paestum celebra Dante Alighieri a settecento anni dalla sua morte. «Il nostro Dantedì è rappresentato dai centauri, figure mitologiche per metà uomini e per metà cavalli che hanno fama di essere litigiosi e violenti, vivono in un mondo “sommerso” quasi selvaggio, nei boschi, tra le montagne lontano dalle città, sfruttano le risorse della natura come radici ed erbe e conoscono preziosi segreti come quelli legati alla medicina. – spiegano – Nel museo di Paestum sono custoditi diversi reperti che riguardano i centauri. Nel santuario meridionale, è stato rinvenuto un cippo con dedica a Chirone, il centauro saggio, maestro di Achille, medico, astronomo e musico.

Anche sul tempio più antico di Hera alla Foce del Sele erano rappresentati i centuari, tra di essi vi era il centauro buono Pholos. Nella Divina Commedia, quando Dante e Virgilio giungono alle porte del I girone incontrano tre centauri, sono proprio Chirone, Folo e Nesso; Virgilio chiede immediatamente di conferire con Chirone, identificato come capo, il quale incarica Nesso di prendere sulla groppa Dante e fargli guadare il fiume Flegetonte.

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