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Emergenza cinghiali: fissato un calendario di incontri con i sindaci del territorio

di Rito Ruggeri

 
L’ente Parco, sempre più deciso ad affrontare l’emergenza cinghiali, ha programmato una serie di incontri con i sindaci dell’area protetta al fine di attivare un processo partecipativo che permetta di evidenziare e considerare tutte le problematiche connesse e di condividerne le soluzioni. Martedì 9 febbraio , alle ore 16,00, presso la sala polifunzionale del Comune di Roccadaspide si ritroveranno i presidenti delle comunità montane Alburni e Calore Salernitano con i sindaci dei rispettivi comprensori. All’incontro interverranno il Presidente del Parco, Nunzio Carpentieri, assessore provinciale,i l coordinatore del CTA del Corpo Forestale dello Stato, Fernando Sileo e Domenico Fulgione del dipartimento di biologia strutturale e funzionale dell’Università Federico II di Napoli. A questa prima convocazione ne seguiranno altre nei giorni a venire: il 15 febbraio a Santa Maria di Castellabate, presso Villa Matarazzo si incontreranno i sindaci del comprensorio del Monte Stella, il 16 è previsto un doppio incontro: la mattina, nell’aula consiliare del comune di Vallo della Lucania, parteciperanno i sindaci dell’area del Gelbison, mentre il pomeriggio a Futani saranno presenti i sindaci dell’area del Bussento e del Lambro e Mingardo. Infine il 17 febbraio, presso la sede della Comunità Montana a Padula, è previsto l’incontro con i sindaci del  Vallo di Diano. Come è noto, l’ente parco ha firmato una convenzione con l’Università di Napoli Federico II che rende immediatamente attuabile una serie di attività scientifiche e gestionali per affrontare l’emergenza cinghiale. Grazie ad un apposito regolamento approvato dal consiglio direttivo e dal Ministero dell’Ambiente, ed alla convenzione firmata con la Federico II di Napoli, finalmente può iniziare la fase delle attività di monitoraggio, cattura e abbattimenti selettivi. Un programma che attraverso precise azioni sul territorio preserverà il cinghiale stesso e con esso le specie vegetali endemiche e soprattutto le produzioni agricole tradizionali del Parco. “Questo piano di azione è la risposta di un Parco che vuole gestire le risorse naturali sulla base di criteri di conservazione e non preservare lo status quo attraverso continui divieti” dice Amilcare Troiano, presidente del Parco che ha seguito e promosso l’accordo con l’Università. “Il Parco deve assumere tutte le decisioni necessarie e promuovere azioni non più procrastinabili per ridurre una specie in esubero che tanto danneggia piccoli e  grandi agricoltori” – continua il Presidente Troiano -“ finalmente con questo intervento si volta pagina, il territorio sarà investito da iniziative a più livelli, da quello sociale a quello ambientale. Ci prepariamo a vivere un momento in cui sarà necessaria la collaborazione di tutti e soprattutto l’amore di ciascuno verso questo territorio”.
 
 

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