Pesca della Menaica, ok dall’Europa: «Consentita nelle zone pertinenti»

di Redazione

«Anche questa battaglia del Codacons Cilento si conclude con una vittoria finalizzata alla tutela dei diritti e delle tradizioni dei pescatori cilentani. Il chiarimento ottenuto dalla Commission Europea è una vittoria per tutti anche perché ha visto fare fronte comune l’onorevole Patriciello ma anche l’onorevole Edmondo Cirielli che contemporaneamente ha presentato una serie di interrogazioni al Parlamento italiano e anche la nostra responsabile ambiente e cultura, Caterina Cammarano, che sta seguendo la situazione con costanza e competenza». Sono le parole di Bartolomeo Lanzara, presidente del Codacons Cilento, che al quotidiano La Città ha commentato la risposta del commissario europeo all’Ambiente, Virgjnius Sinkevicius che dà la possibilità di continuare l’antica pesca della Menaica.

Nel chiarimento del commissario si legge che è consentita nelle zone pertinenti purché soddisfi le condizioni di cui all’articolo 9 e all’allegato IX del regolamento sulle misure tecniche.

Attualmente la pesca della Menaica, praticata in alcuni borghi marinari del Cilento, tra cui Pisciotta e Palinuro, è equiparata – erroneamente – alla Ferrettara e dunque i pescatori dovrebbero avere questa autorizzazione. Ma le differenze tra le due reti sono enormi. «La ferrettara è consentita – spiega Lanzara – entro le tre miglia a condizione che la rete non superi i 2,5 chilometri e la maglia non superi i 100 millimetri di apertura. Tra i danni che questa rete provoca – si legge nell’articolo de La Città – c’è la cattura accidentale di specie protette e in via di estinzione
come le tartarughe marine e i delfini che muoiono per sfinimento».

Un pericolo che invece non esiste non esiste con la rete della Menaica, perché questa rete è lunga massimo 500 metri e alta 10 con piccole maglie da 11 millimetri, sbarra il percorso ai pesci selezionando al suo interno solo quelli più grandi e lasciando passare quelli piccoli, tutelando così il sistema marino. «Ora sarebbe giusto riconoscere specificità alla Menaica, – aggiunge Lanzara – che tra l’altro è presidio Slow Food dal 2001».



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