Pesca illegale tonni, figlio Vassallo: «Tutto falso. Io non sono stato mai fermato»

Questa mattina su alcuni organi di stampa è apparsa la notizie che il figlio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso cinque anni fa, sarebbe stato fermato dalla capitaneria di porto mentre era a bordo della propria imbarcazione e denunciato perchè avrebbe catturato alcuni esemplari di tonni sottomisura. Antonio Vassallo, proprietario anche di un ristorante ad Acciaroli, smentisce tutto e lo fa tramite una nota stampa del suo legale.

«Non corrisponde al vero – scrive Dario Barbirotti, avvocato del figlio dell’ex primo cittadino – che il signore Antonio Vassallo sia stato fermato mentre era a bordo della sua imbarcazione con specie ittiche protette da una motovedetta della capitaneria. Non corrisponde al vero che allo stesso sia stato elevato un verbale per aver pescato specie ittiche protette, come non corrisponde al vero che i tonnetti che si presume essere stati pescati da Vassallo dovevano poi essere poi utilizzati nel suo ristorante». Tutto falso, dunque. «Il tonnetto proprio perché specie protetta non risulta nel menu del ristorante e non viene proposta alla clientela – specifica ancora il legale -. In realtà il giorno 8 settembre la capitaneria di porto ha contestato al signor Luca vassallo (parente del signor Antonio Vassallo) la detenzione di alcuni esemplari di specie ittica protetta. Vicenda che in ogni caso deve essere ancora vagliata e chiarita e sulla quale  il signor Luca Vassallo ha fornito ogni utile e opportuna spiegazione».

Secondo l’avvocato Barbirotti «l’articolo pubblicato ha creato disagio e minato l’immagine del signor Antonio Vassallo». «Va evidenziato – conclude l’avvocato – che non è la prima volta che la capitaneria di porto opera in modo estremamente severo nei confronti del mio assistito, infatti allo stesso alcuni mesi fa per aver ormeggiato per poche ore la propria imbarcazione (lunga non più di 5 metri) ad un a banchina riservata ai diportisti venne elevata una sanzione di oltre duemila euro».

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