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A Sapri sequestrati dalla Capitaneria 20 chilometri di reti non permesse

di Redazione

 

Gli uomini della Capitaneria di porto di Salerno hanno effettuato una delicata operazione nel porto di Sapri: il sequestro di circa 20 Km di reti vietate, del tipo "spadare". Si tratta di reti da posta derivanti, quindi non fisse, che vengono calate in mare e lasciate alla deriva, usate per la cattura di grossi pesci pelagici; in particolar modo, sono usate per il pesce spada; da ciò deriva il loro nome. Le spadare sono autentiche barriere lunghe diversi chilometri, alte fino a 20 metri, che provocano il cosidetto "effetto muro".

Il loro livello di selettività è molto basso, cosicchè, oltre alle specie bersaglio, vi rimane imbrigliato di tutto: tartarughe marine, delfini, capodogli e altri cetacei presenti nel Mediterraneo. L’uso delle spadare è ufficialmente illegale in gran parte dei paesi europei. Ciò è stato sancito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le associazioni ambientaliste denunciano da anni l’ uso ancora massiccio di questo tipo di reti, capaci di creare un considerevole danno all’ ecosistema marino.

Il sequestro in questione ha riguardato circa 20 chilometri di rete spadara, pari a circa 10 miglia marine.

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