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Piena del Tanagro, attacchi al Consorzio di Bonifica: «Problema decennale, difficile da risolvere»

di Pasquale Sorrentino

Vallo di Diano. Ieri pomeriggio, con la piena del fiume Tanagro in atto, il consigliere comunale di Atena Lucana ed ex membro del Consorzio di Bonifica, Franco Bellomo ha postato un video nel quale attaccava il Consorzio stesso per quanto stava ed è avvenuto. Bellomo ha attaccato il presidente Curcio, il suo staff (facendo nomi e cognomi) e il consigliere regionale Corrado Matera: «Tutto per due gocce». A queste accuse che si accodano ad altre polemiche un po’ meno populiste e meno social arriva la risposta veemente del Consorzio.

La risposta

In merito a quanto sta accadendo in queste ore a causa del maltempo e delle piogge torrenziali che stanno mettendo in ginocchio non solo il nostro Vallo di Diano ma vaste aree dell’intera Regione, avverto la necessità di rispondere a quanti, come al solito, stanno trasformando un evento calamitoso ed angosciante per tanti cittadini in mera polemica politica, con affermazioni false e prive di fondamento.
Come ho già avuto modo di chiarire in più occasioni, per una sovrapposizione di responsabilità e di ruoli, il Consorzio di Bonifica non ha potuto e non può risolvere un problema strutturale e decennale come quello dei nostri fiumi. Ed è sbagliato pensare che questo possa avvenire con la semplice manutenzione pulizia degli alvei. Il problema delle esondazioni e degli allagamenti nella nostra zona viene da lontano ed è legato ad una serie di concause, sia naturali che antropiche.

Tuttavia, in questi ultimi anni di certo non siamo stati a guardare. Ed infatti, proprio sul fronte della difesa idraulica e messa in sicurezza del Tanagro, abbiamo messo in campo una progettualità strategica e di ampio respiro, mai vista prima, indispensabile per affrontare con un’ottica strutturale le questioni alluvionali. Progetti in parte già finanziati e pronti per essere attuati. Abbiamo altresì attivato forme di sinergia e collaborazione con altri soggetti istituzionali, che ci hanno permesso di intervenire anche sul Tanagro dopo oltre 20 anni di totale abbandono.

E’ davvero singolare che oggi via siano persone che, pur avendo amministrato in questi 20 anni senza fare nulla di concreto per rimuovere tali criticità, anziché fare mea culpa, parlano a sproposito. Il rischio idrogeologico è drammaticamente serio e attuale, per il Vallo e per l’intero territorio nazionale, e non si risolverà sicuramente con i modesti mezzi del Consorzio di Bonifica.

Al 2021, la superficie nazionale potenzialmente soggetta a frane e alluvioni riguarda il 94% dei Comuni italiani e oltre 8 milioni di persone abitano in aree ad alta pericolosità. Persone intellettualmente oneste e non meri sciacalli, avrebbero notato che immagini di frane, allagamenti e smottamenti hanno riguardato, purtroppo, vaste zone della Regione. Basta leggere i comunicati Ansa per rendersi conto che le piogge di ieri costituiscono un evento di eccezionale portata che hanno determinato danni e disagi un po’ ovunque, in particolar modo in aree strutturalmente più vulnerabili come il Vallo di Diano ove, nella sola giornata di ieri, sono caduti ben 120 mm di pioggia (dato riferito alle ore 19). Vorrei chiedere a chi vuole speculare politicamente: sono forse dappertutto colpevoli e responsabili i Consorzi di Bonifica?

La verità è che, come spesso accade, si vuole perpetuare un gioco al massacro, uno scarica barile ingiusto e inutile e che offende l’intelligenza delle persone, mortificando chi vive più direttamente i disagi e le minacce delle alluvioni. L’assunzione di responsabilità non è esercizio di tutti: è più facile fare chiacchiere e buttare fumo, additando all’opinione pubblica un capro espiatorio, piuttosto che assumersi ciascuno per la propria parte le responsabilità, e lavorare insieme per contribuire ad arginare il fenomeno.
Dai Sindaci al Consorzio, dalla Regione al Governo nazionale, ognuno deve svolgere il proprio compito con serietà e onestà intellettuale, senza ergersi di fronte ai cittadini a paladino di una falsa verità.
Quando si uscirà dalla meschina logica dei giochi di potere fini a se stessi, per parlare il linguaggio della verità, quando sentiremo ognuno degli attori istituzionali in campo assumersi, ciascuno per quanto di competenza, la propria responsabilità, e raccontare ai cittadini soprattutto cosa hanno fatto per il territorio nell’esercizio dei ruoli istituzionali che hanno ricoperto e che attualmente ricoprono, allora potremo dire davvero di lavorare tutti insieme per il bene comune. Recuperiamo tutti l’umiltà e il senso di responsabilità, facendo fronte comune e abbandonando atteggiamenti di sciacallaggio politico che mirano solo a confondere le idee per raggiungere interessi personali, volutamente nascosti all’opinione pubblica.

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