Pisciotta ricorda il 4 Novembre, risollevato il secolare cannone | FOTO

Con la proiezione del tricolore sulla facciata di palazzo marchesale si conclude una giornata memorabile per il piccolo centro cilentano di Pisciotta. La comunità ha voluto rendere omaggio alla ricorrenza del 4 Novembre. Lo ha fatto grazie allo zelo e alla sinergia tra il Comune e Pro Loco che hanno risollevato il secolare cannone austro-ungarico da anni di scarsa attenzione. “Risollevato” letteralmente, ricostruendone le ruote sulla falsariga del suo assetto originario.

«Simbolo di una fierezza patriottica guadagnata a caro prezzo e striata di orrore e violenza, l’arma, in realtà, non ha nulla a che vedere col ruolo dei Cilentani nel triennio 1915/1918. – spiegano – È un trofeo di guerra destinato al nostro Comune, dopo il sospirato trattato di pace, segno palese dell’importanza sociale e amministrativa che esso ricopriva. Uno strumento silente che voleva e vuole rammentare lo slancio eroico più che lo strazio in trincea. Cantare un orgoglioso grazie, più che sparare colpi e granate di rancore».



Presenti le principali rappresentanze del paese, il sindaco Ettore Liguori, il comandante della Stazione dei Carabinieri, Protezione Civile, l’Associazione Reduci e combattenti e la Nuova Pro Loco, tutti con le dovute distanze fisiche anti contagio Covid.

«Una pagina che ci riporta all’epilogo del primo conflitto bellico. Che si tinge del sacrificio di sangue di 600 mila vite italiane, giovani fiori presto recisi ai loro campi. Tra loro riecheggiano immortali anche ardimentosi uagliuni partuti ra Pisciotta».

Intorno alle 10:00, la piazzetta ha salutato i suoi centenari caduti con corone, tricolore issato, stendardo dei commilitoni, note struggenti del silenzio e vibranti de Il Piave, esecuzione dell’accorato Inno di Mameli e sguardi persi nel commosso ricordo di allora. Accompagnato dall’assessore Antonio Greco, il sindaco Liguori ha evidenziato la fortuna di una storia finalmente ancorata alla pace e ai valori della democrazia. Gli alunni di quarta e quinta della Scuola Primaria di Pisciotta, coordinati dai docenti, «hanno dato voce a riflessioni profonde su tale memorandum, dipingendo con le tinte di una fresca e preziosa innocenza ciò che un cuore adulto faticherebbe a sentire».

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