Pisciotta, turisti spennati da taxi abusivo: imprenditore li accompagna gratis e si scusa: «Non è questo il Cilento»

Così ti spenno i turisti. Perché per percorrere 23 chilometri, quelli che separano la stazione di Pisciotta da Marina di Camerota, due turisti giapponesi hanno pagato 35 euro a bordo di un taxi abusivo. Una cifra eccessiva se si considerano le distanze e la mancanza di altri mezzi di trasporto. Una stangata anche scontata, perché il tassista aveva chiesto dapprima la somma di 50 euro, che evidentemente è sembrata eccessiva ai due nipponici. Insomma, se volare in Europa ormai costa anche poche decine di euro, la batosta per i turisti arriva al varco o alle stazioni ferroviarie, dove sono costretti a servirsi di taxi o mezzi di collegamento privati o abusivi per raggiungere le località cilentane scelte.

E’ quello che è capitato nei giorni scorsi a due giovani turisti giapponesi, Khenta e Risa, che hanno scelto un bed and breakfast di Marina di Camerota, Re Merlo, per le loro vacanze al Sud Italia. Entusiasti del Cilento, del mare e delle sue bellezze paesaggistiche. Della colazione e dell’accoglienza che gli ha riservato Mary Coppola, la proprietaria della struttura, alla quale la coppia ha confidato la brutta sorpresa che li ha attesi alla stazione di Pisciotta. Il fatto in poche ore ha fatto il giro dei social e del web.

Mentre per una città il taxi è il primo biglietto da visita, per il Cilento lo è l’ospitalità. Così un giovane imprenditore del posto, Alessantro Infante, manager dell’omonima azienda di trasporti di Marina di Camerota, informato dalla titolare del b&b, ha sentito il «dovere» di restituire ai due turisti l’immagine bella e ospitale del Cilento, con un gesto simbolico ma significativo in termini economici ed esperienziali, accompagnando gratuitamente i due turisti nel viaggio di ritorno da Marina di Camerota alla stazione ferroviaria di Pisciotta. «Mi sono scusato con loro a nome del territorio. – ha detto Infante – Le persone del sol levante sono riservate e non sempre reagiscono alle ingiustizie. Mi hanno sorriso confermando il loro ritorno nel Cilento nelle prossime settimane».

In Cilento la questione trasporti sconta problemi annosi; non ci sono pullman di linea frequenti nel periodo invernale e le licenze dei servizi taxi vengono rilasciate in relazione al numero degli abitanti. In sostituzione ci sono servizi di noleggio con conducente che possono effettuare servizio pubblico ma non posso stazionare sulla stazione ma partire dalla rimessa. Dunque «a chiamata», il che significa impiegare da Marina anche più di mezzora d’inverno se piove. Il risultato è che muoversi con i mezzi pubblici dalle stazioni o da un paese all’altro diventa quasi impossibile. A Pisciotta, per esempio, stazione ferroviaria di riferimento per raggiungere le ben note località di mare di Marina di Camerota, Pisciotta e Palinuro, il servizio di trasporti risulta insufficiente per l’afflusso di turisti che giungono nel territorio. Così, albergatori e cittadini sono costretti a utilizzare transfer privati, mentre altri offrono lo stesso servizio con costi molto più alti. Mentre agli enti preposti sembra manchi la volontà di soluzioni oneste anche economicamente. «Complimenti alla struttura che mi ha segnalato il dilemma del disordine – ha concluso Infante riprendendo una frase di Smith per cui «se ognuno fa il suo lavoro crea bneficio di riflesso alla intera collettività».

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