Policastro, coppia gay separata in un locale per un bacio: «C’è distanziamento»

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Infante viaggi

di Giangaetano Petrillo

Sembra di essere distanti. Di raccontare alcune storie che pensiamo di leggere solo su noti quotidiani. O ascoltarli alla tv, in onda su qualche telegiornale. E invece basta accendere i social per scoprire quanto la realtà sia non solo diversa ma tanto vicina a noi da opprimerci e lasciarsi senza fiato. È la denuncia raccontata da un post sul proprio profilo Facebook da Michele Ciavarella che ci sbatte in faccia una realtà che spesso pensiamo lontana, distante. Proprio nei giorni in cui in Commissione Giustizia alla Camera era in discussione il dl Zan contro l’omotransfobia e la misoginia, dal piccolo borgo cilentano di Policastro si consuma una delle tante scene di discriminazione sessuale. E a raccontarlo è una delle vittime con questo post: «Questo post è uno sfogo. Senti di aver fatto tanti passi avanti, ti senti libero ma spesso la realtà viene a darti uno schiaffo. Due giorni fa eravamo a una serata all’aperto a Policastro e un bodyguard ci ha separato mentre ci baciavamo. Nessuno schiaffo. Un corpo che si è intromesso nella nostra intimità, brutalmente. A niente è servito dirgli che siamo congiunti, che viviamo insieme. Dovevamo stare distanti. Mentre decine di altre coppie si abbracciavano indisturbate. Siamo andati a parlare con i responsabili della serata che ci hanno fatto rimbalzare da un nome a un altro. Allora siamo andati a raccontare tutto al dj e gli abbiamo chiesto di lanciare un messaggio sul rispetto dell’amore. Lui ci ha risposto con un cenno della mano: andatevene. Siamo usciti dal lido, eravamo incazzati, stremati e disgustati a tal punto che abbiamo vomitato entrambi. Ci siamo retti la fronte a vicenda. Poi ci siamo messi a guardare il mare. È arrivata l’alba. E tutto è sembrato più sopportabile. Perché? Forse perché il sole sorge per tutti, anche per noi. Una cosa voglio dire. Mentre tutti urlano che la legge contro l’omobitransfobia è un reato, io dico che questa legge per noi è uno strumento di libertà, di dignità, di difesa contro i milioni di atti quotidiani di coloro che si sentono in diritto di dirci che non possiamo essere chi siamo. Tutto qui. Semplicemente. Buona estate».

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Sulla vicenda è intervenuto tramite Facebook anche il sindaco di Policastro, Giovanni Fortunato: «Sono venuto a conoscenza oggi dell’episodio successo sabato sera a Policastro. Il nostro comune, che ho sempre voluto soprannominare come “ La città del futuro”, racchiude nella sua definizione tutta la mia voglia di far crescere e rendere sempre più vivibile la mia Terra. Mi dispiace per quello che è accaduto ed invito i ragazzi a continuare a vivere o soggiornare in questi luoghi meravigliosi, terra di accoglienza ed ospitalità. Ritengo vergognosi i commenti di coloro che hanno provato a strumentalizzare questa vicenda provando ad infangare le persone perbene che popolano il nostro territorio, che stanno mostrando la loro vicinanza per l’accaduto e che non vedono l’ora di riaccogliervi. Un forte abbraccio».

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