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Chiusura uffici del Cilento, i sindaci si oppongono al provvedimento

di Redazione

Il provvedimento adottato da Poste Italiane, che prevede la chiusura parziale di dodici uffici postali nel territorio del Cilento e del Vallo di Diano, ha provocato il sorgere di una netta e convinta azione di opposizione a tale ridimensionamento di un servizio essenziale presente sul territorio. I sindacati hanno più volte protestato contro la decisione, definita come un’azione adottata solo "per ragioni di bilancio e dunque senza alcuna considerazione delle esigenze dei cittadini e delle località interessate"; secondo le Slc Cigl e la Slp Cisl, questo provvedimento- secondo cui gli uffici in questione rimarranno aperti tutti i giorni solo nella prima settimana del mese, per poi fornire per il resto del mese un servizio limitato a pochissimi giorni- è il preludio alla chiusura definitiva degli uffici. Anche i sindaci si sono a più riprese dichiarati assolutamente in dissenso con questo "riassetto" voluto da poste italiane, che ha tutta l’aria di essere un sacrificio fatto per il Dio Guadagno.

Tra gli uffici che subiranno il taglio c’è quello di Lentiscosa, nel comune di Camerota. Domenico Bortone, primo cittadino, ha espresso la volontà di contrastare la linea intrapresa da Poste Italiane: "A riguardo abbiamo deliberato, nella giunta, in opposizione a questa decisione. Abbiamo avanzato delle richieste ufficiali alle Poste per cercare di scongiurare la chiusura dell’ufficio di Lentiscosa, e per protestare contro i frequenti disservizi che hanno riguardato quell’ufficio. Non è giusto, non si può guardare solo agli utili, come sta accadendo. In questo modo viene meno un servizio per i cittadini, questa è la verità. Basti pensare, per esempio, al disagio che dovrebbero affrontare gli anziani, che sarebbero costretti a recarsi a Marina." Sulla possibilità che Poste faccia un passo indietro, Bortone esprime scetticismo: "Noi facciamo di tutto per opporci alla chiusura, ma purtroppo le voci delle piccole comunità come le nostre, che reclamano giustamente che vengano garantiti tali servizi essenziali, non vengono ascoltate da chi prende queste decisioni. Sarà molto difficile. Ho visto l’impegno profuso dai sindacati, soprattutto in difesa dei lavoratori, e a loro va il mio sincero apprezzamento."

Anche a Moio della Civitella si prospetta la chiusura dell’ufficio postale. La situazione qui è ancora peggiore, se possibile. Quasi paradossale. Difatti sono stati realizzati da poco i nuovi locali che avrebbero dovuto ospitare il nuovo ufficio postale del paese. Ma è giunto il provvedimento di "razionalizzazione". Il sindaco Antonio Gnarra ha riferito: "E’ un danno enorme che si arreca ad un’intera comunità. E per giunta, abbiamo messo a disposizione dei nuovi locali, per i quali abbiamo investito, noi del Comune, 90 mila euro. Poste non ha speso un euro. Poi è arrivata la comunicazione, che definirei incomprensibile, della chiusura parziale. Nei piccoli comuni, già disagiati, essendo privi di quasi tutti i servizi, non si possono penalizzare ulteriormente i cittadini. Noi avevamo fatto una proposta concreta, che era quella di collocare l’ufficio in quei locali che mettevamo a disposizione. Ciò è attuabile nel giro di pochi giorni. Ora l’abbiamo comunicato in maniera ufficiale, vedremo come reagiranno quelli delle Poste."

 

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