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Presidente della Repubblica, la proposta degli studenti del Classico di Sala Consilina ai grandi elettori

di Pasquale Sorrentino

La lettera aperta degli alunni del Liceo classico Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina ai Grandi Elettori in vista della scelta del presidente della Repubblica, con una proposta.

“Che cosa succederebbe se…

se i Grandi Elettori decidessero di beffare le elezioni del Presidente della Repubblica? O se decidessero di votare nomi non coerenti con il ruolo da ricoprire? Gli studenti probabilmente scriverebbero un articolo. Il 24 gennaio 2022 questo è successo. Ecco perché noi alunni del Liceo classico Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina abbiamo deciso di far sentire la nostra voce e di proporre la nostra idea.

In un clima di confusione come quello che si è creato al Quirinale negli ultimi giorni, sorridere quando viene fuori il nome di Alfonso Signorini è l’ultima cosa da fare. Non abbiamo trovato alcuna sicurezza nelle proposte dei politici che rappresentano, o meglio dovrebbero, l’Italia, la nostra casa. E noi, ragazzi di appena diciotto anni, abbiamo bisogno di figure in grado di tutelare, guidare e accompagnare il nostro Paese. Questo ci fa rabbia perché in politica l’incoerenza e il pressappochismo sono mancanza di rispetto.

E fa ancora più rabbia vedere ridicolizzare il nostro sistema democratico da parte di coloro che hanno deciso di proclamarsi cavalieri di un Paese che poi hanno lasciato allo stato brado, nonostante i loro stipendi non da poco. Il tutto mentre siamo ancora nel pieno di una pandemia che ha scombussolato gli equilibri del Paese. Mentre c’è bisogno di soluzioni concrete e non solo di finestre aperte nelle scuole, d’inverno. Mentre noi giovani aspettiamo da due anni di tornare a quella vita che ultimamente ci manca. Mentre si continua a dettare regole confuse da parte di chi confusione non dovrebbe averne. Ma come si fa a ricostruire l’Italia se quest’equilibrio non lo si trova innanzitutto in politica? Temevamo il peggio ma speravamo di meglio.

Se il problema è quello di trovare una figura che possa ricoprire questa carica, noi abbiamo la nostra proposta: Eva Cantarella. Per chi non la conosca, Eva Cantarella è una donna di cultura non solo italiana ma soprattutto greca e
latina, materie di cui ha insegnato il Diritto presso l’Ateneo di Milano per diverso tempo. Nata a Roma nel 1936 e laureatasi in Giurisprudenza nel 1960, è scrittrice di diverse opere e ha ricevuto diverse onorificenze, tra cui quella di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2002. Si occupa per tutta la sua vita di analizzare il mondo delle grandi civiltà da cui deriva la nostra Legislazione, ed è la sua conoscenza in ambito giuridico e culturale di tutta la civiltà occidentale che farebbe di lei una perfetta Presidentessa della Repubblica. A noi, quei ‘’giovani che non sanno cosa significhino serietà e istituzioni’’, Eva Cantarella ha insegnato che il passato ritorna sempre per attualizzarsi. Che l’impegno e lo studio sono l’ossigeno dell’anima. Che conoscere il passato aiuta a gestire meglio il presente. Lei che con il suo tono così calmo e sicuro ci apre le porte del mondo e ci fa viaggiare con lei tra diritto antico e presente.

Ma la realtà è che il problema non siamo noi giovani. Il problema sono coloro che ridono e applaudono ai nomi di Amadeus, Bruno Vespa, Rocco Siffredi. Il problema è che, forse, c’è davvero bisogno di cambiare qualcosa. Nella speranza che questo cambiamento possa partire dall’elezione di Eva Cantarella”.

(Foto tratta da La Repubblica)

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