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Boom di cesarei e gravi carenze nello screening mammografico. La Campania maglia nera nella Sanità

di Maria Antonia Coppola

La Campania si conferma maglia nera nella Sanità, insieme alle altre regioni meridionali: Sicilia, Puglia e Calabria. Lo ha ribadito ieri a Roma il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, che entro fine mese presenterà una relazione.

Al top per gli standard sanitari ci sono Toscana ed Emilia Romagna. Al centro del lavoro d’indagine della Commissione ci sono stati le Asl ed gli altri soggetti erogatori (aziende ospedaliere, policlinici universitari, Irccs) dei quali sono stati verificati l’appropriatezza organizzativa, l’efficienza e la qualità clinica. Accertato anche se esiste un corretto equilibrio del setting assistenziale (ospedale, distretto, prevenzione).

E’ stata valutata la performance delle 21 Regioni e stilato un ranking che "certamente non è una pagella, ma rappresenta un profilo delle caratteristiche dei sistemi regionali ed è in grado di mettere in evidenza eventuali incoerenze o disomogeneità degli stessi". Le Regioni che hanno la performance sanitaria in assoluto migliore in tutti i livelli assistenziali sono la Toscana e l’Emilia Romagna, seguite da Piemonte, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le Regioni che hanno le maggiori criticità sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. In queste quattro regioni, per esempio, lo screening mammografico è gravemente carente e i livelli di efficienza di ospedali e territorio sono insufficienti. In particolare in Campania il tasso di ospedalizzazione è il più alto (235 per mille), come anche quello dei cesarei (61%); gravi carenze si riscontrano anche negli intereventi di frattura di femore e nello screening mammografico.


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