Primo salone internazionale della dieta mediterranea: «Una marchetta da 80 mila euro»

Dopo le polemiche dei politici ecco giungere quelle di chi l’eccellenza del Cilento lo costruisce giorno dopo giorno, come maestri gelatieri, quali Crivella e produttori come Marsicani, con tanto di dibattito con chi del cibo ne fa uno stile di vita oltre che lavoro, come Luciano Pignataro. Il tutto sulla pagina Facebook di Antonio D’Agosto dopo aver postato l’articolo del Giornale del Cilento sul primo salone internazionale della dieta mediterranea.

«Gli operatori enogastronomici non sono stati coinvolti, ma chiamati in modo casuale. Un dato: costo della manifestazione 80mila euro, di cui 20mila per architettura. Lo spirito è quello di spendere i nostri soldi, non quello di fare sistema tra le tante belle realtà della nostra terra. Noi facciamo i pavoni con il ‘salone internazionale della dieta mediterranea’, dandogli un nome di lustro, ma intanto la Sicilia rappresenterà la dieta all’EXPO2015. A spendere soldi siam buoni tutti, a costruire il futuro no» questo il commento di D’Agosto all’articolo che ha scatenato il dibattito a partire dalla risposta della Coop di Montesano sulla Marcellana: «Quando si capirà il vero significato della frase ‘fare sistema’ allora i vantaggi saranno per tutti. Adesso invece ci sono solo tanti individualismi ed ognuno bada al suo insignificante orticello sebbene ognuno produca eccellenze ma i numeri che consentono la creazione di reddito non ci sono».

Quindi la risposta di Luciano Pignataro: «Tutto vero, tutto criticabile, ma quando al Sud impareremo che per demolire veramente qualcosa che non ci piace bisogna fare noi qualcosa di meglio non si andrà da nessuna parte. Mi spiego ancora meglio: questa iniziativa, ripeto criticabile, ha alle spalle Luigi Cobellis. Antonio e Simone Valiante invece di criticare e offrire il solito spettacolo della politica che si azzuffa partendo da una spuntella, organizzino qualcosa di meglio. Credo ne abbiamo la possibilità»

La solita marchetta Enzo Crivella è sintetico: «La solita ‘marchetta’.  Chiediamo agli organizzatori di rendere pubblici le fatture(se ci sono) degli avvoltoi cumparielli per dare i nomi a questa ennesima ( marchetta)». Pignataro traccia la strada da seguire: «Il quadro in Italia ormai è chiaro: vanno avanti quei territori che non aspettano i padrini politici per fare promozione. Aiutati che Dio ti aiuta. I politici pensino a semplificare i controlli, abbassare le tasse, tenere punite le strade e sindaci la smettano di fare estorsioni con gli autovelox che allontanano i turisti».

E la risposta di Crivella che focalizza il punto sulla presidenza del Parco: «Non a caso abbiamo tentato di dare indicazione per la presidenza del Parco, questa è l’ennesima conferma che sono i soliti responsabili di questo mancato sviluppo la verità da responsabilità è nostra che non sappiamo tirare fuori i c…. Non ci rialzeremo più se non reagiamo quando è il momento a loro caro (tra breve) l’ elezioni 2015»

A rispondere ci pensa Nicolangelo Marsicani: «La dieta Mediterranea, mi sembra che sia una dieta ‘povera’ che contempla l’assunzione di prodotti quali, verdure, cereali integrali, legumi, uova, pesce, carni bianche, olio extravergine di oliva, frutta secca, tutto associato ad una buona attività fisica. Ebbene a me piacerebbe promuovere questi prodotti come veicolo salutistico, però, ahimè, a me sembra che il Cilento sia terribilmente povero di tali prodotti. Dove sono i cereali, chi semina i legumi, chi alleva conigli e polli, chi coltiva gli orti, chi produce l’olio evo, dove sono i bravi pescatori? Mi sa che prima di organizzare fiere e scandalizzarsi per qualche invito non ricevuto (per carità capisco), prima di promuovere qualcosa, dovremmo in silenzio pensare e realizzare un sistema produttivo sostenibile che ci permetta di essere fieri del Cilento e dei cilentani. Buon lavoro a tutti. P.S. : Se mi chiamate per lavorare ad un nuovo Cilento, concreto e produttivo, senza clamori mediatici, io ci sono!». A mettere la parola fine l’operatore turistico Giuseppe Di Bello: «Ci sono marchette da 80€ e marchette da 80 mila euro».

foto: www.aprescindere.com