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Termina il processo di primo grado, accolte in parte le richieste del pm

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Termina il processo di primo grado, accolte in parte le richieste del pm

Al termine di una lunghissima camera di consiglio il Tribunale di Sala Consilina, in composizione collegiale composto dal Presidente Santoro e dai due giudici a latere Diana e Anzalone, ha emesso giovedì sera la sentenza relativa al I grado di Giudizio afferente al Processo Agorà. Dopo aver ascoltato le ultime cinque arringhe della difesa ha così deciso per i diciannove imputati alla sbarra: Brenca Michel assolto, Brescia Michele 3 anni e 6 mesi, Bonafina Giampiero assolto, Casalnuovo Vincenzo 8 mesi, Chirichella Gimino 3 anni, Chirichella Giovanni 1 anno e 4 mesi, D’Amico Nicola Donato 3 anni e 8 mesi, Ferrara Felice 2 anni e 2 mesi, Ignoto Rosario 2 anni e 4 mesi, Parente Marco assolto, Potignano Francesco assolto, Quercia Michael 1 anno e 6 mesi, Romano Antonio 8 mesi, Russo Ciro 1 anno e 2 mesi, Sansone Domenico assolto, Santoriello Alessandro 10 mesi, Spolzino Demetrio assolto, Terruzzi Luigi 1 anno e 4 mesi, Vespoli Stefano 1 anno.

E ora si dovrà attendere novanta giorni per il deposito delle motivazioni che hanno determinato la decisione ultima del collegio giudicante. Soddisfazione è stata espressa da diversi avvocati che in questi mesi con tesi e argomentazioni hanno cercato di smantellare nelle diverse udienze l’impianto accusatorio in ordine ai loro assistiti.

Battendo in diverse occasioni l’accento sul riferimento alla "droga parlata" e mai ritrovata in possesso degli accusati. "Sono soddisfatto per quanto il tribunale ha stabilito in capo ai miei due assistiti, ritenuti entrambi estranei ai fatti contestati e pertanto assolti da ogni accusa"- riferisce orgoglioso l’avvocato Michele Di Iesu. "Il tribunale ha ridotto notevolmente le richieste avanzate dal Pubblico Ministero nel corso della sua lunga requisitoria – commenta invece l’avvocato Erminio Cioffi- molti imputati sono stati assolti da diversi capi di imputazione e questa sentenza giunge al termine di tantissime risultanze processuali attentamente esaminate e argomentate in aula". Dello stesso avviso sono Massimo Puglia e Domenico Amodeo, difensori di nove dei 19 imputati.

Con la sentenza relativa al I grado di Giudizio termina così il tanto discusso processo Agorà, che ha preso il nome dalla maxi operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina che, scattata nel 2008, smantellò un’organizzazione finita nel mirino degli inquirenti con l’accusa di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Dopo mesi di minuziose indagini supportate da numerosissime intercettazioni telefoniche e ambientali, per due ragazzi ritenuti membri di questa fitta criminale si aprirono le porte del carcere. Uno venne posto agli arresti domiciliari e nove furono raggiunti dall’obbligo di dimora nel comune di residenza, altri quindici furono invece colpiti da diversi avvisi di garanzia. Allora, vennero sequestrati 210 grammi di eroina, 18 grammi di cocaina e 15 di marijuana. Piuttosto tuonanti e a dir poco dirette sono state le ultime cinque arringhe pronunciate dal maxi pool difensivo, difese tutte volte al totale proscioglimento degli imputati in ordine ai diversi capi di imputazione che pendevano come pesanti spade di Damocle sul loro capo. "Non sussiste il fatto perché manca la prova della responsabilità penale in ordine al fatto per i nostri assistiti"- hanno affermato più volte in aula i difensori degli imputati- "solleviamo eccezioni sul merito della utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche effettuate durante le indagini perché secondo noi il deposito è stato fatto solo dopo il rinvio a giudizio e non in fase di udienza preliminare". Oggi la sentenza mette un punto fermo a questa faccenda dai mille risvolti mentre gli avvocati annunciano già ricorso in Appello.

fonte: tureporter.com



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