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Procida eletta Capitale della Cultura 2022, De Luca: «Occasione straordinaria»

di Redazione

di Marianna Vallone

Procida ha vinto e per un intero anno sarà la Capitale italiana della cultura 2022.  Ad annunciarlo, in diretta streaming, è stato il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini. L’isola di Procida succede a Parma, che lo è stata per il 2020 e 2021.

Per l’isola campana è una giornata storica: far ripartire la cultura in un anno di particolare difficoltà. «Esprimiamo la nostra gioia e la grande soddisfazione per la scelta di Procida come Capitale italiana della Cultura 2022. – ha commentato la notizia il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – L’isola di Procida è uno dei luoghi più suggestivi e caratteristici della Campania per le bellezze ambientali, per la sua storia e le sue storie, per i suoi borghi e le sue spiagge. E’ un luogo assolutamente affascinante che sottolinea le molte bellezze della nostra terra. Ha vinto un progetto bellissimo, di valorizzazione dell’isola e della Campania, – ha aggiunto – a cui Regione e Comune hanno creduto. E’ un’occasione straordinaria di proiezione della nostra Regione sul piano internazionale sulla scia del grande successo delle Universiadi 2019. Presenteremo nei prossimi giorni i contenuti del progetto».

Le altre città
Oltre a Procida, le altre città che sono state in corsa per il titolo sono state Ancona, Bari, Cervateri, l’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania, Volterra. Tra le candidate anche Padula, che però non è arrivata tra le ultime dieci finaliste.

La soddisfazione da Padula
La città di Joe Petrosino ha però fin dalla sua uscita di scena appoggiato la campana Procida, lo ha fatto pubblicamente dimostrandole sostegno. «Siamo orgogliosi che la Capitale Italiana della Cultura 2022 sia un Comune campano, orgogliosi che il titolo sia stato attribuito a Procida. – ha commentato l’assessore alla Cultura di Padula, Filomena Chiappardo – Complimenti al sindaco Raimondo Ambrosino e a tutto lo staff che ha lavorato in questi mesi, complimenti ai cittadini di una terra stupenda! Ora al lavoro, insieme, per dare vita ad una rete culturale e turistica sempre più forte nella nostra meravigliosa Regione e riempire di contenuti il sostegno dimostrato con entusiasmo e convinzione».

Il commento dell’europarlamentare Adinolfi
«La vittoria di Procida ci inorgoglisce e rappresenta un segnale di speranza e di ripartenza per la nostra bella Regione e per il sud dopo un anno durissimo segnato dalla pandemia. – commenta Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Cultura al Parlamento europeo. – E’ una grande occasione per rilanciarci non solo dal punto di vista turistico, ma anche per presentare progetti che esaltino il valore dei nostri artisti e di tutti coloro i quali lavorano nel comparto creativo – conclude l’On. Adinolfi – Un’opportunità da non perdere per creare nuovi posti di lavoro per i giovani, per potenziare servizi e infrastrutture. Come già ho detto qualche settimana fa, sostenendo la candidatura dell’isola, Procida è un’onda di conoscenza pronta a conquistare il mondo con tutta la sua bellezza».

L’iniziativa
La Capitale italiana della cultura è una novità introdotta con il Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, contenente nuove misure in materia di tutela del patrimonio culturale, sviluppo della cultura e rilancio del turismo. Nel 2015 il titolo è andato a cinque città (Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna), ovvero le sconfitte al titolo di Capitale europea della cultura 2019, andato a Matera. Capitale italiana della cultura 2016 è stata  Mantova, Pistoia lo è diventata nel 2017, per il 2018 è stata eletta Palermo; per il 2020/2021 Parma.

Nel 2023 è già stata attribuita a Bergamo e Brescia, le città più colpite dal Coronavirus. I due capoluoghi di provincia, si sono unite nel progetto: e il Senato ha approvato l’assegnazione, il “Decreto rilancio” (che aveva già ricevuto il via libera alla Camera), contenente l’emendamento proposto dal deputato 5 Stelle Devis Dori che prevedeva che i due capoluoghi ottenessero il riconoscimento senza dover partecipare ad alcun bando.

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