Pronta alla laurea a 74 anni, Francesca: «Volevo tanto studiare»

In foto Francesca Modesti

di Marianna Vallone

Le manca un solo esame per laurearsi in Giurisprudenza. Francesca Modesti, 74 anni, originaria di Torre Orsaia, si è iscritta all’università dell’Insubria a Varese dopo la pensione, quando aveva finalmente il tempo e la possibilità di studiare. «L’ho desiderato tanto, volevo tanto studiare», racconta la donna che ora è a un passo dalla tesi che sosterrà in Diritto penale. L’argomento scelto è il processo mediatico. «Mi piace moltissimo. – racconta – Sono a buon punto con la tesi e nel frattempo studio per l’ultimo esame, quello di economia politica, uno dei più ostici».

Nata a Torre Orsaia nel 1946, orfana di padre e con una famiglia numerosissima, Francesca a 23 anni si è trasferita a Como per cercare lavoro e non pesare sulle spese della madre. «Da bambina non ho potuto studiare, dovevo lavorare. Fui costretta a lasciare la scuola alle elementari», racconta. Le medie allora non c’erano a Torre Orsaia e quando sono state istituite Francesca aveva già 19 anni.

Con due amici riesce ad imparare in fretta le materie scientifiche ed umanistiche, per sostenere da privatista l’esame di terza media, superandolo. Pochi anni dopo si traferisce al nord. Arriva subito la decisione di iscriversi alle scuole superiori. «Lavoravo come operaia e nel frattempo mi sono iscritta all’Istituto tecnico commerciale Caio Plinio dove seguivo i corsi serali. Studiavo durante la pausa pranzo al lavoro, in mensa. Ricordo che c’era sempre un gran rumore, io mangiavo frettolosamente e ripetevo le lezioni», racconta. Così per cinque lunghi anni fino alla maturità, raggiunta con ottimi voti.

Da operaia è diventata impiegata in una azienda, nella quale si è occupata per 27 anni di contabilità. Per 13 anni ha lavorato nel suo studio di ragioniera, che al momento della pensione ha donato al nipote.

Pensionata, a 66 anni si è immatricolata in Giurisprudenza insieme ai ragazzi nati del 1993. «Avrei potuto essere la nonna o una anziana zia dei ragazzi che si sono iscritti quell’anno. Eppure sono stata benissimo, ho seguito sempre tutti i corsi con loro». Francesca in cinque anni ha dato tutti gli esami, arrivando alla fine con solo sei esami da sostenere. «Nel giro di un anno e mezzo mi sono fratturata prima un polso, poi due vertebre e poi l’altro polso e ho dovuto rallentare». Ora le manca un solo esame ed è agli sgoccioli con la tesi di laurea ma Francesca ha deciso: aspetterà che riaprano le università, perché proprio non le va di laurearsi in via telematica. E’ il giorno più atteso della sua vita e merita di goderselo in presenza.

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