Cilento: Siamo tutti sulla stessa barca

di Maria Antonia Coppola

E’ di questi giorni la notizia che nel Cilento, il mare della spiaggia di Acciaroli, si copre di schiuma. Accade dalle 11 alle 12. Lo stesso fenomeno si è verificato anche nelle acque di Casalvelino. In questo misterioso orario, microalghe decomposte , chiamate “neve di mare”, dal fondo decidono di venire a galla e di farsi trasportare in una danza ondeggiante, fino a riva, sotto gli occhi dei bagnanti. Questo capita da luglio, puntuale,  tanto che i turisti dopo aver protestato energicamente, hanno saputo dal sindaco Angelo Vassallo, che ha fatto analizzare la schiuma,  che si trattava di un fenomeno marino. (Conosciuto prima?) Ma il problema non è solo quello. In alcune zone rifiuti galleggianti vengono trasportati dalla corrente, buste di plastica ed altro che, dice Vassallo, sono il risultato dell’inciviltà della gente che dalle barche se ne liberano. Acciaroli, pluripremiata con bandiere blu, è uno degli angoli della costa cilentana più accorta alla salute del proprio mare, eppure questo non è sufficiente per isolarsi da eventi simili. E meno ancora da eventi di cattiva gestione di depurazione del territorio. Acciaroli, per quanti sforzi possa fare, appartiene ad un “Sistema inquinato” che complessivamente denota incurie profonde e dannose per la salute del mare. I turisti di Acciaroli protestano e fanno bene, così dovrebbero fare tutti quelli che si trovano una realtà marina diversa da come si dice che sia. Protestare è prevenire il peggio,  è rompere l’illusione che il nostro mare si possa sempre e per sempre salvare. Le istituzioni rispondano su questo degrado, e non si nascondano dietro l’inciviltà dei diportisti. Ciascun comune della costiera  conosce le condizioni in cui versano le proprie reti fognarie, e se funzionano i propri depuratori. Se ne facciano carico di questo problema. Seriamente e definitivamente, perché nessuno può immaginare, come magari fa il sindaco Vassallo, di vivere in un’isola felice.

 

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