Quando Cutolo evase dal manicomio criminale e si rifugiò ad Albanella

di Redazione Cronaca

Mentre nella zona di Bosco Camerine si scava da giorni alla ricerca forse di cadaveri, quarantun anni dopo sembra che la storia si ripeta. Nel 1979 in un casolare di Albanella finì la latitanza di Raffaele Cutolo. Nel piccolo comune della Piana del Sele il potente boss della Nuova camorra organizzata si era rifugiato nel ’78 scappando dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Evase teatralmente e in modo violento, grazie all’aiuto di Giuseppe Puca: una carica di nitroglicerina piazzata all’esterno dell’edificio squarciò le mura permettendo la fuga del boss. Con il falso nome di Prisco Califano, Cutolo girò l’Italia. Fu poi ad Albanella che il boss trovò rifugio per più di anno. Il 15 maggio 1979, venne catturato in un casolare ad Albanella. All’epoca, a esaudire ogni suo desiderio e a proteggere la sua latitanza ci sarebbe stato il camorrista della zona, Giovanni Marandino.

Attualmente Cutolo ha 81 anni e a luglio 2020 è stato trasferito dal carcere di Parma ( con il regime del 41bis) in ospedale, a quanto pare per un aggravamento delle condizioni di salute e problemi respiratori.

Episodi del genere non è la prima volta che si presentano ad Albanella. Nel 1991 fu ucciso e fatto sparire Eduardo Donatone, in quale secondo l’accusa aveva iniziato ad estorcere denaro a commercianti e imprenditori, approfittando della carcerazione del boss Antonio Forte. I resti vennero ritrovati nei pressi della discarica comunale tramite le dichiarazioni di un pentito.

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