Rapina in banca da 110mila euro, imprenditore cilentano condannato a 4 anni e 6 mesi

di Pasquale Sorrentino

Accusato di aver ideato la rapina ai danni della filiale di Palomonte della Banca di Credito Cooperativo di Buccino e dei Comuni Cilentani e di aver fatto conoscere alcuni degli esecutori materiali del colpo, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi con il rito abbreviato. Questa la decisione del Gup di Salerno per l’imprenditore cilentano di 42 anni, Antonio Paolino, titolare di un autolavaggio e rivendita di auto nuove e usate a Capaccio-Paestum. Venne arrestato dai carabinieri della sezione operativa di Eboli, agli ordini del capitano Emanuele Tanzilli.

L’uomo è stato difeso dagli avvocati Leopoldo Catena e Pierluigi Spadafora e davanti al giudice per le udienze preliminari ha dichiarato di aver sì partecipato all’idea della rapina, anche perché il suo esercizio commerciale era stato vessato da organizzazioni criminali, ma poi aveva desistito e non aveva voluto saperne più niente.

La rapina, con annesso sequestro del direttore della filiale della banca fruttò ai malviventi un bottino di 110mila euro e risale al 13 agosto 2020. Vicenda che nel maggio dello scorso anno portò all’arresto di Giovanni Liguori, Alain Paone, Pietro Smaldone e l’allora cassiere della banca, ritenuto il basita della rapina, William Graziano, accusati a vario titolo di concorso in rapina, sequestro di persona e lesioni personali.

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