Reddito di cittadinanza: 28 furbetti scoperti nel Vallo di Diano

Un controllo della guardia di finanza
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di Pasquale Sorrentino

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Tra gli 86 furbetti del reddito di cittadinanza a Salerno e provincia ci sono ben 28 residenti del Vallo di Diano. A scoprirli i carabinieri della compagnia di Sala Consilina guidati dal capitano Davide Acquaviva. E proprio dal Vallo di Diano arrivano alcuni casi limite scoperti dagli uomini dell’Arma nel riscontro tra dichiarazioni dei cittadini e documenti prelevati dai comuni. I carabinieri infatti sono riusciti a scoprire che un piccolo imprenditore aveva intestato il proprio minimarket alla mamma che però è risultata invalida, allettata e non capace di portare avanti l’azienda. Non solo: al controllo delle forze dell’ordine l’uomo è stato trovato alla cassa intento a lavorare come se nulla fosse. Non è stato il solo episodio quanto meno particolare emerso nel comprensorio sotto il controllo della Compagnia di Sala Consilina nel corso delle indagini. Alcune persone sono risultate residenti in un garage di otto metri quadrati che in realtà fungeva da magazzino e anche il “residente” in un locale che poi si è scoperto fosse una pescheria è originario del sud del Vallo di Diano. A dimostrare che il Vallo di Diano può “vantare” la maglia nera dei furbetti del reddito di cittadinanza – almeno stando a quanto accertato dalle forze dell’ordine – il fatto che il comune con più denunciati è proprio Montesano sulla Marcellana con dieci persone nei guai. “Solo” sette, invece, per il comune capofila del Vallo di Diano: Sala Consilina. Questo segno anche che i controlli portati avanti dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina sono stati estremamente serrati e nelle maglie delle verifiche anche due spacciatori che oltre a vendere droga percepivano l’indennità previsto dal governo. Pratica, ovviamente, non conciliabile con il reddito di cittadinanza. Diversi anche gli stranieri del Vallo di Diano che hanno dichiarato,di essere residenti territorio nazionale da almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali avrebbero dovuto essere continuativi, pur se non vero. Dal punto di vista economico – infine – sui 350mila euro di danni erariali emersi nel corso delle indagini dei carabinieri sull’intero territorio provinciale ben 150mila sono collegabili alle indagini del Vallo di Diano.

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