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Referendum giustizia, per cosa si vota il 12 giugno

di Redazione

Il 12 giugno le urne si apriranno, in tutto il Cilento e Vallo di Diano ( e in tutta Italia ), non solo nei 23 comuni in cui si eleggeranno sindaci e consigli. Si voterà anche per i cinque referendum abrogativi in materia di giustizia promossi da Lega e Radicali. Dall’abrogazione del decreto Severino alla riforma delle elezioni del Csm, fino alle misure cautelari: ecco quali sono i cinque quesiti del Referendum.

ABROGAZIONE DECRETO SEVERINO – E’ il quesito bandiera. Propone di abrogare il decreto legislativo, la cosiddetta “legge Severino”, che in caso di condanna giudiziaria prevede automaticamente l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali. Per le cariche in enti territoriali la sospensione scatta già dopo la sentenza di primo grado. L’eventuale abrogazione della legge eliminerà l’automatismo. Anche ai condannati in via definitiva verrà concesso di candidarsi o di continuare il proprio mandato; quindi sarà il giudice a decidere volta per volta se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici, come accadeva fino al 2012 prima dell’entrata in vigore della legge Severino.

MISURE CAUTELARI – Durante le indagini il magistrato può disporre la custodia cautelare (in carcere o in altre forme) di una persona investita da gravi indizi di colpevolezza. Perché ciò sia possibile deve sussistere il rischio di fuga o di inquinamento delle prove o, ancora, di reiterazione del reato. Se vince il sì viene abrogata quest’ultima fattispecie, ovvero la motivazione della possibile reiterazione del reato.

RIFORMA CSM – Viene indetto il referendum per l’abrogazione delle norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Attualmente, un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme di altri magistrati a proprio sostegno. Se vince il sì basterà presentare la propria candidatura.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – Si voterà anche il referendum per la separazione delle funzioni dei magistrati. Il referendum chiede l’abrogazione di quelle norme che attualmente consentono il passaggio nella carriera dei magistrati dalle funzioni giudicanti (giudice) a quelle requirenti (pubblico ministero) e viceversa. Se vince il sì a inizio carriera il magistrato deve scegliere uno dei due ruoli, pubblico ministero o giudice.

VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI – Il quesito punta a consentire anche ad avvocati e professori universitari (che fanno parte dei Consigli Giudiziari ma senza diritto di voto) di partecipare alle delibere sulla valutazione professionale dei magistrati all’interno del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dei Consigli giudiziari territoriali ed esprimere pareri per le decisioni di competenza del Consiglio superiore della magistratura.





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