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Pdl: Caldoro a Salerno con i big del centro-destra

di Rito Ruggeri

Nella città dell’avversario De Luca, il Pdl di Stefano Caldoro ha dato ieri la sua prova di forza. I posti del Grand hotel non bastano, la sala è gremita di gente in piedi fino a superare di larga misura le mille persone mentre altre – comunica  il ministro della Difesa – sono fermate fuori dalle forze dell’ordine per motivi di sicurezza. Sul palco ci sono il candidato governatore Caldoro, i ministri La Russa e Carfagna, i parlamentari Italo Bocchino e Nino Paravia, il coordinatore regionale Nicola Cosentino, quello provinciale Antonio Russo e il vice Antonio Iannone. In platea una folla arrivata da tutta la provincia, con in prima il padre del senatore Maurizio Gasparri ex generale.

Spetta a Bocchino l’affondo più duro nei confronti del sindaco: «Statisticamente, De Luca è l’unica candidatura per permettere l’ingresso dei casalesi alla Regione, visto che è dimostrata la presenza di ditte che si riferiscono a quei clan negli appalti comunali. L’unico modo certo per tenerli fuori è votare Caldoro, basta guardarlo per capire la sua lontananza antropologica dalle logiche della malavita».

Poi l’elenco delle incompiute della città, dalla metropolitana al palasport, per demolire il mito del supersindaco. E ancora, il clientelismo: «La metà dei dirigenti della sinistra salernitana prende lo stipendio in società miste». La sala s’infiamma, scandisce “vergogna, vergogna”, mentre Bocchino conclude: «Se questo è il nuovo, noi ci teniamo la grande tradizione della politica nobile rappresentata da Caldoro».

Lui, il candidato, mantiene l’aplomb: «Voglio parlare di programmi, non del mio avversario. Di Pietro gli avrà detto di parlare il suo stesso linguaggio, un linguaggio duro, fatto di offese personali. Noi non cadremo in questa trappola, noi parliamo di programmi e di idee, sebbene senza fare sconti a che, dopo aver gestito il potere, vorrebbe adesso presentarsi come discontinuo. Con questa discontinuità non mi è chiaro nemmeno cosa si voglia intendere, io parlo di novità e la novità siamo noi».

Parla quindi di sanità, sicurezza, sviluppo e formazione, annuncia che a Salerno verrà a chiudere la campagna elettorale e sottolinea che, data la calca, «la prossima volta dovremo spostarci allo stadio Arechi». Lo fa notare anche Cosentino: «Tempo fa – dice – riempire questa sala a Salerno sarebbe stato difficile. E’ stato difficile contrastare questi signori del centrosinistra che da anni hanno comprato il consenso».

A De Luca, il coordinatore manda a dire che «governare la Regione non è come governare il Comune», mente Mara Carfagna parla del modello Salerno come una «farsa» e aggiunge: «La più grande bugia è che De Luca sia diverso dal centrosinistra che ha governato; le sue liste saranno zeppe dei personaggi che hanno sfasciato la Regione».

Spinge sulla leva dell’entusiasmo il ministro La Russa: «Gli altri metteranno in campo tutti i portaborse di Regione e Comune, ma non potranno nulla contro i nostri progetti e la vostra passione. Con Caldoro abbiamo fatto, e ne ringrazio Cosentino, la scelta vincente».

Poi l’attualità del tema etico: «L’accanimento giudiziario su Berlusconi non sia giustificazione per nessuno. Non dobbiamo offrire alibi a chi volesse scatenare l’offensiva giudiziaria anche contro le classi intermedie del Pdl; abbiamo l’obbligo di stare con due piedi in una scarpa, questa sia da oggi la parola d’ordine. Ciò che per altri è lecito a noi non è consentito, dobbiamo saperlo e comportarci di conseguenza».

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