Dove finiscono le ecoballe?

di Rito Ruggeri

Sono oltre 200 le ecoballe che ogni giorno vengono prelevate da siti di stoccaggio della Campania e e trasferite all’impianto di termovalorizzatore di Acerra per essere bruciate. A queste si aggiungono le circa 400 ecoballe prodotte quotidianamente dagli Stir (ex Cdr) di Tufino (Napoli) e Pianodardine (Avellino).

E’ quanto fa sapere Mario Morelli maggiore generale e comandante del comando logistico sud dell’Esercito Italiano, nonché coordinatore dell’unità stralcio e dell’unità operativa per il superamento dell’emergenza rifiuti in Campania.

Questa operazione, spiegano al logistico sud di Napoli, che viene svolta da una ditta privata sotto il coordinamento dei militari, ha finora consentito di evitare l’accantonamento di altre ecoballe ma anche anche di avviare lo svuotamento di alcuni siti come quelli di Coda di Volpe a Eboli e di località Marruzzella, nel comune di San Tammaro, in provincia di Caserta. In Campania sono stoccate oltre sei milioni di ecoballe: la stragrande maggioranza è nel sito di Taverna del Re, a Giugliano (Na).

"Successivamente avvieremo lo svuotamento del sito di Pianodardine – spiega il generale  – dove sono stoccate 18mila ecoballe. Insomma, ogni giorno si lavora per evitare nuovi accumuli e ‘aggredendo’, anche se in minima parte, l’arretrato".

Si è scelto di procedere con gli svuotamenti dando la priorità a siti medio-piccoli, in modo da poter concludere le operazioni in tempi ragionevolmente brevi. Insomma, resta da ancora da chiarire cosà accadrà a Taverna del Re, dove però la maggior parte delle ecoballe stoccate sono sotto sequestro da parte della magistratura

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