San Giovanni a Piro, Comune riciclone

di Luca De Martino

Nel 2010, secondo Legambiente, il Comune di S.Giovanni a Piro con i suoi 3840 abitanti è stato premiato come Comune riciclone , posizionandosi al 104° posto con un indice di RD pari al 53,01% e con un risparmio di Co2 pari a 206 kg pro capite.
Quest’anno per entrare nella graduatoria dei ricicloni, era necessario superare il 50% di raccolta differenziata rispetto a tutti i rifiuti urbani prodotti nel 2009, così come stabilito dalle norme comunitarie e dalla legge finanziaria del 2007.
Nonostante il risultato positivo per il piccolo comune cilentano, paradossalmente il problema rifiuti resta il principale punto debole dell’attuale Amministrazione. I primi di agosto, i carabinieri del NOE di Salerno, hanno apposto i sigilli di sequestro ad un’area comunale di circa 5mila mq adibita a sito di stoccaggio rifiuti (pericolosi e non). Sulla superficie, di 5mila mq, sono stati ritrovati in modo incontrollato rifiuti di vario genere (solidi urbani, frigoriferi, cucine, lavatrici, pneumatici, materassi, onduline di eternìt, fogli di catrame) posti sul nudo terreno senza sistema di impermeabilizzazione ed antincendio; inoltre, parte dei rifiuti era stata depositata in “scarrabili” adibiti alla differenziata.
L’opera era stata realizzata senza il preventivo nulla-osta dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e la raccolta dei rifiuti solidi si è protratta ben oltre il limite temporale di efficacia di 6 mesi previsto dalla legge, senza che fosse adottato alcun provvedimento di reiterazione.
A 3 mesi dal sequestro, abbiamo pensato di pubblicare alcune fotografie che confermano che ci sono ancora delle difficoltà, che il premio Comune Riciclone 2010 non prende in considerazione.
Nelle foto riportate di seguito, è possibile vedere le condizioni in cui versa un “pezzo” della storia sangiovannese. L’oggetto in questione è un cannone risalente ai tempi della guerra mondiale. La prima foto evidenzia il reperto circondato da spazzatura di ogni genere: sedie di plastica, mattoni di cemento, diversi sacchi neri e addirittura uno stereo.
La seconda foto, invece, evidenzia chiaramente il degrado del cannone, con la ruota sinistra completamente a terra e circondato anche posteriormente dalla “solita” spazzatura, che è possibile intravedere nella terza foto.
L’ultima foto, invece, è stata scattata a Peschiera del Garda e raffigura un altro “ricordo” della guerra che versa però in uno stato completamente diverso.
Lasciamo ai nostri lettori le dovute riflessioni.

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