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Piano Casa: dubbi e critiche dai consiglieri democratici di Salerno

di Maria Antonia Coppola

Una riflessione chiara e concreta sul nuovo “Piano Casa”, approvato lo scorso 10 gennaio dal consiglio regionale della Campania, è stata espressa dai consiglieri regionali salernitani del Partito Democratico durante una conferenza stampa convocata ieri mattina presso il Grand Hotel Salerno.

All’incontro,organizzato dal consigliere regionale Anna Petrone, hanno partecipato tutti i suoi colleghi espressione del territorio salernitano come Antonio Valiante, Donato Pica, Gianfranco Valiante insieme all’assessore comunale all’Urbanistica Domenico De Maio. Presenti all’incontro anche il segretario provinciale Nicola Landolfi e l’architetto Pasquale Cirino che ha illustrato tecnicamente la posizione del partito sull’argomento. Il nuovo piano casa prevede un ampliamento volumetrico del 20% per edifici uni e bi-familiari preesistenti e fino al 35% per i lavori di demolizione e ricostruzione degli stabili.Ovviamente tutto questo è valido soltanto per gli edifici che risultano regolarmente soggetti alle norme di accatastamento previste dalla legge.Questa normativa si presenta come una modifica ad una precedente legge, la 19/2009, ma per il Pd salernitano presenta luci ed ombre.“E’ un piano casa  – ha affermato il consigliere Donato Pica –  che fa emergere dubbi e perplessità. Proprio per questo abbiamo presentato in commissione e in aula consiliare degli emendamenti che. però, non sono stati tutti approvati dalla maggioranza. Nella normativa – ha continuato Pica – non ci sono garanzie per il riordino delle competenze a livello locale, si rischia un meccanismo burocratico lento che non da risposte concrete e non è chiaro quali siano i ruoli, i tempi e le modalità degli interventi”.Ha rivendicato il ruolo determinate del Pd nell’approvazione della legge il consigliere Antonio Valiante mentre serie preoccupazioni personali sono state espresse da Gianfranco Valiante:“Il piano casa è stato voluto fortemente da Silvio Berlusconi per rilanciare l’economia con forti investimenti ma, forse, il presidente del consiglio si è reso conto solo successivamente che il provvedimento non poteva coinvolgere la maggioranza delle abitazioni. Noi, nella precedente legislatura, abbiamo approvato una legge sulla casa ascoltando tutti e confrontandoci per 5-6 mesi con l’opposizione; oggi, invece, la maggioranza di centrodestra va avanti per conto proprio accogliendo solo alcuni nostri emendamenti”.Dubbi e perplessità sono state espresse anche dall’architetto Cirino: “Ci sono elementi di criticità negli articoli 4-5 sulle norme sismiche perché non si tiene conto, nella normativa, delle specificità del territorio e delle caratteristiche delle abitazioni nei centri storici”.Una posizione contraria è stata espressa anche dall’assessore comunale De Maio:“Io credo che per una realtà come la nostra, sia per tipologia edilizia sia per il livello di pianificazione che abbiamo in atto, la ricaduta sarà sicuramente non significativa. Credo che sia meglio guardare ad una prospettiva di pianificazione e di attuazione dei piani regolatori. Noi – ha affermato ancora De Maio – abbiamo avuto la capacità di mettere in gestione un Puc che dà delle possibilità che sono superiori a quelle che possono essere di una norma transitoria che riguarda un  periodo ben preciso di 18 mesi”. Chiara la posizione dell’organizzatrice dell’incontro Anna Petrone:“E’ un piano casa che vede la presenza di un forte impatto ambientale perché, se questa legge  non viene interpretata bene, può creare un forte disordine. Quindi noi, soprattutto sul territorio salernitano dove le scelte per l’urbanizzazione sono state puntate alla qualità, dobbiamo stare attenti che non venga preso in esame in un modo sconsiderato e possa creare dei disordini nell’assetto urbano”.

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