Rischio Covid, Damiani fuori dal carcere: fu accusato di omicidio Vassallo

Bruno Humberto Damiani scortato dalla polizia dopo l'estradizione dalla Colombia
Infante viaggi

di Redazione

Bruno Humberto Damiani torna a casa. È uscito dall’istituto penitenziario di Torino nella serata di ieri e, in auto, è arrivato a Salerno in nottata: è qui che ha deciso di scontare i domiciliari, a casa della madre. Damiani, balzato agli onori della cronaca perché per anni è stato l’unico indagato ufficiale per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo (accuse che sono poi state archiviate), è stato scarcerato in quanto ritenuto un «soggetto a rischio contagio da Covid». La notizia la riporta stamane Il Mattino di Salerno.

Difeso dagli avvocati Michele e Francesca Sarno – che hanno presentato la richiesta agli organi giudiziari – Damiani deve scontare poco più di tre anni su una condanna di sette anni che gli sono stati inflitti per spaccio di droga e tentata estorsione al mercato ittico di Salerno (pena complessiva).

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Ma il nome di Damiani è indissolubilmente legato all’omicidio Vassallo per il quale è stato più volte sottoposto ad interrogatorio. È stato lui il primo a ricevere la visita dei carabinieri subito dopo la scoperta del cadavere del sindaco-pescatore in quando con lui avrebbe avuto una discussione a causa di un suo presunto coinvolgimento nello spaccio di droga sul porto di Acciaroli, Spaccio che non piace a Vassallo tanto che una sera andò lui stesso a litigare con i pusher. Per la procura di Salerno, però, Damiani non ha alcuna responsabilità in quella vicenda anche se il suo nome è rimasto scritto sul registro degli indagati per anni.

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