I motivi delle dimissioni dell’assessore Calicchio: colata di pece e piume sull’amministrazione Bortone

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Pochi giorni fa la nostra redazione era venuta a conoscenza di voci che davano dimissionario dal suo incarico di assessore e consigliere, Giuseppe Calicchio. E come si sottolineò nell’articolo apparso sulle nostra pagine, ci ponevamo questa domanda: Quale sarà stato il motivo di una tale decisione?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come un’urna che si svela, arriviamo a leggere le dimissioni di Calicchio, proprio quando, da lì a poco, finalmente al posto della segreteria telefonica, ci risponde il suo ‘pronto’ al telefono.
Sgombriamo il campo subito, dicendo che non è stata una decisione repentina, come erroneamente avevamo pensato: sulla lettera di dimissione protocollata al comune di Camerota, la data fa riferimento al 25 di agosto, che, ci conferma Calicchio, non è un errore di battitura. Le dimissioni vengono presentate, ci dice, subito dopo un consiglio comunale dal quale l’ex assessore si aspettava si discutesse di un suo progetto, mai più portato all’attenzione dal suo gruppo. Ricordiamoci questo passaggio per il prosieguo della vicenda. Cosa succede una volta che si consegna questa lettera al capogruppo della maggioranza, in quella data? Pare poco più di nulla, in generale, a quanto ci ha riferito Calicchio, nessun  dispiacere, e da parte del  sindaco, nemmeno un cenno. Forse quello che può interessare è un passaggio che l’ex assessore ha fatto, quando dice che il sindaco di Camerota è solito ‘provocare’gli ‘inesperti’ consiglieri, utilizzando l’argomento della sostituzione (alludendo a un salto della quaglia da parte di qualcuno dell’opposizione).
Calicchio però se ne è andato. Per una storia lunga un anno e per un progetto sulle lampade votive che doveva far guadagnare soldi al comune di Camerota. Una bella ‘scortesia’, dice. Ma solo questa? Pare di no, ma forse per propria colpa, dice provocatorio. Calicchio consegna la lettera di dimissione al protocollo, sa bene che ha tempo quindici giorni per ritirarle, le può anche ritirare, dopo aver sentito il Consiglio, ma non succede nulla. “Forse perché persone fattive danno fastidio a questa amministrazione”. Continua l’ex assessore, senza portafoglio, a dirci che hanno fatto solo ‘silenzi’. “Io ero diventato uno che vendeva solo fesserie alla gente, con la scusa che non c’erano i soldi. I soldi si davano solo a chi teneva il potere di far pagare. Poi vedevi la gente di fuori che veniva pagata e quelli del comune non pagata. Le mie deleghe le ho consegnate al sindaco la mattina dell’ultimo consiglio comunale, senza soldi è inutile che faccio l’assessore, poi è diventata una guerra fra due persone( Calicchio e il sindaco, Calicchio che sensibilizzava sull’importanza politica che poteva avere Vallo della Lucania e il sindaco che ‘schifava’ Vallo, ma che poi risolveva parecchi suoi problemi lì)”.

Ha osservato il lavoro del sindaco per oltre un anno, quali sono le sue considerazioni?

“Penso che la risposta sia che me ne sono andato a casa. A proposito del Palazzetto dello sport e della manifestazione che si farà, l’amministrazione non ci ha messo proprio mano, così come per la strada del castello. Come se fossero cose che non servivano. Bastava andarsi a giocare la partita a Roma, bastava un po’ di impegno”. La scelta di andarsene è stata per dare una risposta alle persone, alle quali alla fine dei cinque anni non avrebbe saputo cosa rispondere se gli avessero chiesto: ‘Come è possibile che non ti sia accorto di niente? “In un anno e mezzo abbiamo cacciato fuori solo i due Ciociano…se mi dovevo candidare per fare la guerra a Salvatore Ciociano, me ne stavo tranquillo a casa. In un anno abbiamo prodotto zero”.

Alla nostra richiesta di notizie ha risposto anche il sindaco Bortone

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Sindaco, cosa significano le dimissioni di Calicchio?
I momenti post dimissioni lasciano il tempo a tante interpretazioni. Non voglio parlarne perché si darebbe adito a chiacchiericcio, a cose personali, sia da una parte che dall’altra. In termini umani, dispiacciono.
Del fatto che la lettera fosse datata 25 agosto e che ce l’avesse in mano il capogruppo di maggioranza (assessore Guzzo), il sindaco lo sapeva e per via del contenuto, è stata trovata ‘esagerata’. Il contenuto parla dell’immobilismo del sindaco e di questa amministrazione.
Si riserva, il sindaco, di parlare, e si pone ad un altro livello, come ci dice, e aggiunge che lascerà  alla gente dare i giudizi. “Il concetto di fare politica è questo per me: dare le dimissioni ed essere indipendente e continuare ad esprimere la propria opinione, andare all’opposizione, magari, per combattere il sindaco che non è buono. Ma quando, come assessore, come consigliere, ci si dimette, il discorso è diverso.”
 

Calicchio  ha detto che lei comunicava, più volte, ai suoi consiglieri, che c’era qualcuno dell’opposizione pronto a prendere il loro posto
Il ragionamento è diverso. La politica è qualcosa che si muove. Significa interpretare quello che succede sul territorio…Io dico sempre, chi vuole stare con me è libero, non ha nessun legame di nessuna maniera, perché le condizione per cui io faccio il sindaco è quando io determino certe scelte che devo fare, nel momento in cui non vedo i contributi sono il primo ad andarmene, non aspetto che qualcuno venga a casa.
 

Quindi lei smentisce di aver detto questo?
Ma, no. Però non è questo, anche per una forma di rispetto per chi è all’opposizione.
 

Questo passaggio si poteva paventare, era reale?
Queste situazioni succedono quando ti siedi a tavolino con persone e  si fanno discussioni politiche, finora non ci sono state le condizioni per arrivare a questa ipotesi, però non posso dire che un domani non ci sarà questa possibilità.
 

Quindi potrebbe succedere?
E’ politica, potrebbe succedere qualsiasi cosa, la politica è qualcosa di estremamente dinamico. Gli interessi, la convergenza di interessi, per la soluzione di problemi.
 

Ma, ritornando al 25 agosto, alla lettera di dimissioni, Calicchio le ha chiesto qualcosa di specifico che le ha fatto cambiare atteggiamento nei suoi confronti?
Come ho già detto prima, non faccio dichiarazioni, non mi permetterei di farle per evitare il chiacchiericcio. Ho fatto dichiarazioni politiche, ragionavo da politico, quando ho detto che da assessore avrebbe dovuto comportarsi diversamente. E’ in confusione, perché quando si rivestono certi ruoli bisogna interpretarli in una certa maniera e non certo dicendo, con la gente che incontra, cento cose diverse. Bisognava avere lucidità, queste sono cose che lasciano il tempo che trovano.

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Intanto ci perviene una dichiarazione dall’opposizione:“Fino alla scadenza del mandato, rimarranno all’opposizione”.