Quando lo Stato è assente

di Luciana Di Mieri

Ricordo come tempo fa alcuni conoscenti descrivevano il loro arrivo a Parigi: dopo il trasferimento del capofamiglia, bancario, in una succursale del Banco di Napoli a Saint Germain. La casa era una delle abitazioni messe a disposizione dei dipendenti, e fin qui tutto normale, quello che mi raccontavano i miei amici però mi aveva sorpreso e non poco, e cioè i servizi “comunali” messi a loro disposizione. Una settimana dopo il trasloco ricevettero la visita di un’ assistente sociale, la quale li informava sulle scuole vicine (i miei amici avevano due bimbe di 5 e 8 anni), sul servizio sanitario e le attività ludiche e di ristoro per le piccole. Un dipendente del Comune li contattò per dare loro indicazioni sugli orari dei mezzi pubblici e sulle modalità di conferimento dei rifiuti, si raccomandò altresì di tenere ben curato il giardino antistante la villetta, compreso la parte “pubblica” che affiancava il marciapiede (pena multe abbastanza cospicue). Il pediatra di zona si  informò sulle vaccinazioni fatte dalle piccole e comunicò il nome di un dentista pediatrico.

Tutto questo avveniva a fine agosto, inizio settembre, cioè in meno di un mese dal trasloco!

Non ho verificato quanto mi è stato raccontato dai miei amici, ma non ho motivo di dubitare che le cose siano andate esattamente come riferito, mi ritrovo, tuttavia, a fare il confronto con quanto accade qui da noi, o almeno, quello che succede a me.

Il giorno 4 dicembre mi viene comunicata “l’ordinanza di sgombero” della mia abitazione, perché gravemente danneggiata dalla frana che ha interessato la zona di Sant’Andrea, Roscigno (SA) e quindi da quella data in poi l’edificio è da considerarsi inagibile.

Nulla da obiettare, la mia famiglia ed io ci siamo trasferiti in un’altra abitazione in un altro comune della provincia. Ovviamente ho dovuto in questi due mesi provvedere a fare tutta la burocrazia relativa alla nuova casa, diventata ora prima casa, e quindi modificare tutte le utenze Enel, ICI, TARSU, pagare l’abbonamento per usufruire del posto auto in strada ad un prezzo contenuto… tutto questo l’ho ottenuto facendo numerose visite ai vari uffici ed in più riprese.

Contemporaneamente ho cercato di gestire la faccenda della casa inagibile, recandomi più volte presso gli uffici comunali di Roscigno e chiedendo: “cosa devo fare ora? C’è qualche documento ufficiale che io debbo compilare?”, a tutt’oggi non so quali siano le procedure da seguire, perché a tutt’oggi nessuno è stato in grado di darmi le risposte alle domande da me poste, salvo un laconico: devi fare la disdetta delle utenze per il 2011, altrimenti devi continuare a pagare. Alla mia obiezione: “ma ho ricevuto un’ordinanza di sgombero da parte del Comune, non è possibile che almeno le imposte comunali vengano depennate in automatico come procedura d’ufficio?” la risposta è stata un’ alzata di spalle seguita da un laconico “non so”.

Aggiungiamo che in tutta questa faccenda mio marito ha seri problemi di salute e il distretto di competenza, quello di Roccadaspide, comporta un viaggio di ore su strade franate e dissestate… e quindi, piuttosto che andare a fare tutte le pratiche necessarie per ottenere “l’esenzione” di cui avrebbe diritto, non potendo seguire anche questo altro iter burocratico con la dovuta attenzione, acquisto, pagandoli in contanti, i farmaci di cui necessita con una spesa media di cento euro settimanali.

Nessuno, a livello istituzionale, in questo frangente di emergenza, ci ha chiesto cosa poteva servirci, nessuno ha dato risposte: eppure Roscigno è un paese piccino, non una metropoli come Parigi e la famiglia da assistere è una sola!

Abbandonati dallo Stato centrale, impegnato in un federalismo che non decolla, abbandonati dalle istituzioni locali, sia quelle politiche che sanitarie, mi chiedo: Siamo italiani? Devo festeggiare il 150° anniversario? Ma lo Stato dov’è?

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