Sala Consilina, sindaco si incatena per protesta: «Riaprite il carcere»

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Ha spiegato la scelta di incatenarsi all’ingresso del carcere di Sala Consilina come una decisione motivata dalla volontà che il gesto possa servire a far riaccendere i riflettori sulla chiusura della casa circondariale. «Mi incateno con la speranza che questo gesto estremo faccia prendere in considerazione al ministro della giustizia l’idea di riaprire il nostro carcere. E’ possibile che per essere ascoltato dalle istituzioni un sindaco debba fare tutto ciò?». Così Francesco Cavallone, primo cittadino di Sala Consilina, all’Ansa. Nei giorni scorsi è balzata su tutti i giornali nazionali la notizia che i 14 agenti di polizia penitenziaria, in servizio al carcere valdianese, continuano a seguire i turni nonostante la casa circondariale risulti senza detenuti perchè trasferiti. Quattordici agenti che fanno da guardia ai muri. Cavallone ha definito la chiusura un «blitz burocratico» e ha chiesto di essere ricevuto dal minostro Orlando. «Si giustifica la soppressione con la spending review, – ha detto all’Ansa – ma non è uno spreco spendere denaro pubblico per un carcere senza detenuti? Il Comune di Sala è disposto ad accollarsi i costi di adeguamento della struttura».

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