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Cilento: Primo caso di influenza da virus H1N1. Per 24 ore, giovane uomo ricoverato all’ospedale di Vallo della Lucania

di Maria Antonia Coppola

  Un giovane di 30 anni è ricoverato in condizioni serie all’ospedale Cotugno di Napoli, per l’ influenza A. Il paziente, colpito da una polmonite indotta dal virus H1N1, è arrivato ieri sera nel capoluogo campano da Vallo della Lucania (Salerno). Il giovane è originario di Cava dei Tirreni, e ritornava da un periodo di vacanze in Spagna. A quanto si apprende, il trentenne stava proseguendo la villeggiatura a Vallo della Lucania, nel Cilento, quando un paio di giorni fa si è ricoverato nell’ospedale locale, in preda alla febbre alta. Dal presidio ospedaliero cilentano, dove è rimasto per 24 ore, il paziente è stato trasferito a Napoli, in via precauzionale, nella serata di ieri, in ambulanza. Le condizioni del giovane sono migliorate rispetto al momento del ricovero, spiegano i sanitari: oggi è sfebbrato, pur presentando ancora un lieve affanno.

«È un caso importante e la situazione è fluida, in mattinata respirava meglio, è tenuto in costante osservazione», ha commentato il primario Franco Faella.

Anche un uomo sulla cinquantina, napoletano, è stato ricoverato in serata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cotugno di Napoli, in gravi condizioni: il paziente è risultato positivo al test dell’influenza A. Secondo quanto si apprende, l’uomo è stato trasferito d’urgenza da un altro ospedale per una polmonite. Si tratta di un paziente già affetto da insufficienza renale e cardiomiopatia dilatativa. Secondo i sanitari, «l’insufficienza respiratoria è severa e le condizioni sono attualmente gravi, anche a causa della situazione clinica complessiva».

L’infettivologo ha tracciato un bilancio dei casi napoletani e campani arrivati nel presidio ospedaliero: «Da maggio sono un centinaio le persone risultate positive alla suina. In una ventina di casi abbiamo trattenuto i pazienti per il ricovero; per gli è stato prescritto invece l’isolamento domiciliare, come da protocollo». «Il picco – ha concluso Faella – si è registrato a metà luglio: molti giovani che erano tornati dall’Inghilterra o dalla Spagna hanno contratto il virus».

 

Fonte: Il Mattino

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