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San Rufo, il Consiglio di Stato salva la scuola dalla demolizione

di Pasquale Sorrentino

Il Consiglio di Stato ha salvato la scuola elementare di San Rufo, costruita, negli anni Sessanta, senza l’adozione del decreto di esproprio. In seguito di un ricorso presentato da alcuni comproprietari di un terreno sul quale è stata edificata la scuola elementare, in contrada Fontana Vaglio, c’è stata l’ipotesi della demolizione della scuola con conseguente restituzione del terreno per il mancato perfezionamento del procedimento di espropriazione. Non solo. Si è paventata anche l’ipotesi ai danni del Comune di San Rufo di dover pagare una consistente somma di danaro a titolo di risarcimento dei danni causati dall’illegittima occupazione del suolo privato.

Il Supremo Giudice Amministrativo ha, almeno in prima battuta, ritenuto di dover salvaguardare la struttura scolastica, scongiurando anche il pericolo della demolizione del fabbricato e del risarcimento dei danni. Il sindaco di San Rufo, Michele Marmo, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, grazie anche al supporto difensivo dell’avvocato amministrativista, Nicola Senatore, a fronte della complessità e difficoltà della questione, che è apparsa immediatamente molto delicata, facendo temere il peggio.

“Con la decisione resa dal Consiglio di Stato – ha affermato il primo cittadino – il Comune di San Rufo può tirare un sospiro di sollievo ed ogni sforzo sarà profuso per salvaguardare la scuola in favore dei piccoli alunni e per   proteggere le casse comunali nell’interesse di tutti i concittadini”.

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