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Cavallo scrive a De Angelis: i fondi non bastano, si rischia il blocco delle prestazioni a novembre

di Redazione

SALERNO – L’Asl unica di Salerno si appresta a strappare il primato all’Asl Na1 da sempre considerata l’azienda più indebitata della Campania e la peggiore nella prestazione dei servizi. Anzi, a sentire la denuncia del vicepresidente dei FederLab Campania, Pierpaolo Cavallo, l’asl salernitana potrebbe concorrere al premio europeo della maglia nera. Perché quanto a fondi pubblici assegnati e prestazioni erogate si insinuano dubbi enormi sulla qualità degli uni e degli altri. La copertura finanziaria per i debiti pregressi nei confronti delle strutture private accreditate è stata garantita e elargita. Tanto che, nella lettera inviata da Cavallo al commissario straordinario Fernando De Angelis, il vice di FederLab ringrazia. Ma lancia anche un campanello d’allarme che, in vista dei tagli previsti dal piano ospedaliero regionale, diventa preoccupante per il servizio sanitario generale, sia pubblico che privato.

I fondi non bastano. E questa non è una novità. La singolarità del caso sta nel fatto che, mentre per le altre aziende sanitarie della regione, i tetti di spesa sono coperti fino alla fine del prossimo dicembre, a Salerno i soldi finiscono almeno un mese prima. Questo è quanto accadrà per i laboratori di analisi, di cui Pierpaolo Cavallo si fa portavoce sia come imprenditore impegnato nel settore della sanità privata che come massimo rappresentante della categoria associativa. Il 30 novembre prossimo, per i laboratori di analisi della provincia di Salerno, sarà l’ultimo giorno di lavoro. Dal primo dicembre in poi, le prestazioni dovranno essere pagate dagli utenti, perché la copertura finanziaria scompare. Nelle altre asl campane, invece, dura fino a metà o fine dicembre, a seconda dei casi. I problemi non riguardano solo i laboratori privati, ma anche gli altri settori, chiamati ad una scadenza di fondi anticipata rispetto alla media regionale. Se nella Napoli 1, le cure diabetologiche vengono erogate fino al prossimo 31 dicembre, lo stesso non si verifica a Salerno, dove lo stop è anticipato al 30 novembre. E se a Caserta la visite cardiologiche sono coperte fino al tre dicembre, a Salerno si blocca tutto il 22 novembre.

Infine, se a Benevento la fisioterapia è attiva fino al dieci dicembre, a Salerno, nessuna terapia sarà più possibile dopo il 29 novembre. Dati alla mano, quelli cioè elaborati dal Centro Studi FederLab, per Cavallo non ci sono dubbi: «appare evidente – dice – che, quantomeno per le prestazioni di laboratorio, l’asl più bistrattata della Campania resta quella di Salerno». Per scongiurare il pericolo che «oltre un milione di cittadini – aggiunge il vicepresidente della FederLab – cessino di ricevere le prestazioni dei laboratori», Cavallo si appella a tutte le istituzioni presenti sul territorio. A cominciare dal prefetto Sabatino Marchione per finire al sindaco Vincenzo De Luca, al presidente della Provincia Edmondo Cirielli e alle organizzazioni sindacali. L’obiettivo è quello di «scongiurare questa ennesima combinazione di beffa ed evitare danni all’intera popolazione della provincia».

fonte: corriere del mezzogiorno

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