Santa Marina, sentenza del consiglio di Stato dà ragione al Comune: «Palazzo Tagliaferri è abusivo»

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«Il consiglio di Stato – si legge nella sentenza – in sede giurisdizionale, definitivamente pronunciando sull’appello, lo accoglie e per l’effetto, in riforma della sentenza gravata, respinge integralmente il ricorso di primo grado. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa». A rendere nota la decisione del consiglio di stato, sulla vicenda di Palazzo Tagliaferri, è l’amministrazione comunale di Santa Marina. Una questione iniziata diversi anni fa quando la proprietaria di una parte della struttura che si trova a Policastro in via Duomo, dopo il sisma del 1980, riuscì ad ottenere un buono-contributo e con il rilascio della concessione edilizia nel 1994 da parte del Comune di Santa Marina e dei pareri favorevoli della Cec e della Commissione beni ambientali, la donna sopraelevò la copertura dell’edificio, costruendovi uno stenditoio in variante ed ottenendo quindi la possibilità di realizzare nuove aperture in questo vano sottotetto. «Il lavatoio in seguito divenne un’unità abitabile in assenza di titolo, – spiega l’amministrazione guidata da Giovanni Fortunato – tant’è che per quello venne chiesto il condono edilizio ex l. 23 dicembre 1994, n. 724, ma, non avendo integrato la documentazione espressamente richiestale dal Comune, la relativa istanza fu respinta con determina del 18 marzo 1999».

I fatti in sintesi Il 15 febbraio 2013, il Comune rese noto all’attuale proprietaria dell’immobile, l’avvio del procedimento per la demolizione e la messa in pristino dell’opera abusiva. Il successivo 7 marzo la proprietaria chiese la sanatoria, poiché tal edificio sorge in area vincolata, il Comune trasmise la relativa documentazione alla competente soprintendenza Bap ai fini dell’accertamento della compatibilità paesaggistica. La Soprintendenza nel 2014 comunicò il preavviso di rigetto e il Comune avvisò la proprietaria dell’avvio dei procedimenti per il diniego di sanatoria e per la demolizione delle opere abusive. La proprietaria impugnò quindi l’ordinanza con la quale il Comune respinse l’istanza di sanatoria e dispose la demolizione delle opere abusive, ricorso accolta dal Tar con sentenza del maggio 2016. Oggi la sentenza del Consiglio di Stato, che dà ragione al Comune, «ritiene l’opera abusiva e ordina l’attuazione del decreto». 

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«Questa sentenza è l’ennesima dimostrazione che la nostra amministrazione agisce nel pieno rispetto della legalità e in completa trasparenza – ha dichiarato il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato – ed è proprio questa la via che continueremo a seguire, per il bene del nostro Comune e soprattutto dei nostri cittadini».

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