Sanza, la tradizione mariana al centro de “Le giornate delle Identità Mediterranee”

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di Pasquale Sorrentino — La tradizione Mariana, le processioni, le reti di connessione culturale, antropologico, sociale che esistono da oltre mille anni tra le comunità del Cilento, quelle del Vallo di Diano, e della Val D’Agri sono indiscutibilmente un patrimonio culturale di tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, linguaggi, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo. Persino fatto di artigianato tradizionale. E’ indiscutibile che questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra.

E’ questo il punto di partenza dell’iniziativa che parte da Sanza e che coinvolge l’intero territorio cilentano, l’area del vallo di Diano e la vicina Val D’agri. L’idea di inserire tutto questo nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. Un primo punto fermo sarà la presentazione della candidatura della tradizione Mariana e dei suoi riti da parte dei fedeli della Madonna della Neve a Sanza. Il 23 agosto, nell’ambito dell’iniziativa “Le giornate delle Identità Mediterranee”, che si tiene a Sanza, il tema sarà discusso in un dibattito pubblico che vedrà, tra gli altri, la presenza di Carla Maurano, presidente di Identità mediterranee; di Ferdinando Longobardi, docente all’Orientale di Napoli; Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario Europeo per i beni Culturali; Caterina Babino dell’Università di Parigi; dell’Assessore al Turismo della regione Campania, Corrado Matera.

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«Siamo all’inizio di un percorso – ha commentato il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito – stiamo lavorando per realizzare la rete antropologica legata alla tradizione Mariana, con le processioni, le tradizioni ed i rituali che esistono da oltre mille anni tra le comunità del Cilento, quelle del Vallo di Diano, e della Val D’Agri. Il primo obiettivo è candidare la tradizione antropologica legata alla Madonna della Neve a Sanza nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. Successivamente il progetto dovrà per forza prevedere la costituzione di una rete di connessione tra Cilento, Vallo di Diano e Val D’Agri con il riconoscimento di questo grande patrimonio immateriale da parte dell’L‘UNESCO che ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni, per questo nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata dall’Italia nel 2007, nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale». ha concluso il sindaco Esposito.

L’iniziativa “Le giornate delle Identità Mediterranee” è molto più articolata. Infatti il giorno 22 agosto a Sanza è prevista una serata di confronto sul tema: Il futuro delle Identità mediterranee tra cultura miti e tradizioni. L’iniziativa prevede la premiazione del Premio “Giovani Identità mediterranee” con la presenza di giovani laureati provenienti da tutta Italia. Poi un articolato dibattito sul tema: Mediterraneo – Islam cristianesimo e democrazia. Autorevoli ospiti si confronteranno sul tema. Tra gli altri, prevista la presenza di: don Andrea La Regina, responsabile nazionale Caritas; Saran Y.Ahmad, segretario generale Istituto Internazionale di cultura Curda; mons. Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro.

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