Scappare o restare nel Cilento? Neo diplomati cilentani: «Crediamo in una svolta»

La fine delle scuole superiori sembra coprire il futuro dei ragazzi con un velo di incertezze, dubbi e confusione. La scelta di una facoltà influenzata dai possibili sbocchi lavorativi che un domani possa offrire. Restare in Italia oppure, fenomeno ormai molto frequente, spostarsi all’estero. Non intraprendere alcun indirizzo universitario proiettandosi direttamente nel mondo del lavoro. Inseguire i propri sogni o farli rimanere tali. Il giornale del Cilento ha così deciso di intervistare alcuni ragazzi che in questi giorni hanno terminato la maturità presso gli istituti di Vallo Della Lucania, per sapere quale sia l’opinione giovanile in merito alle prospettive che l’Italia o, meglio ancora, il Cilento possa proporre in ambito lavorativo.

Giurisprudenza e medicina restano le facoltà più gettonate, seguite da economia e ingegneria. «Siamo giovani, abbiamo sogni e speranze – commenta una ragazza – credo ancora nella legge italiana, nel sistema burocratico e nella mia nazione, voglio fare qualcosa per me, ma anche per questo grande paese che ha bisogno di svegliarsi».  E così tanti altri ragazzi dimostrano un forte ottimismo nei confronti di un territorio in cui se le possibilità mancano bisogna crearle. Innumerevoli commenti come: «Sono molto fiducioso sul mio futuro e sul futuro del nostro paese». O ancora: «Credo bisogna impegnarsi per migliorare la nostra terra, gli sbocchi esistono, necessiterebbe solo impegnarsi molto». Insomma, i giovani cilentani sembrano allontanarsi dal forte scetticismo di chi, a priori, valuta improbabile il proseguimento delle proprie aspettative. Impegno e forza di volontà diventano, pertanto, le parole chiave volte a guidare la speranza dei prossimi universitari.

Non manca, comunque, chi invece è completamente determinato non solo a cambiare regione ma anche nazione dato che, in svariati settori, il nostro territorio sembra non disporre dei mezzi sufficienti al conseguimento di molteplici attività. In maggior luogo gli studenti indirizzati verso le facoltà di tipo scientifico. «Poiché l’Italia non consente lo sviluppo in questo campo- afferma una ragazza appena diplomata al liceo scientifico- sarei anche pronta ad andarmene all’estero». Lo stesso vale per un ragazzo che intraprenderà Scienze motorie, il quale dichiara: «Sarebbe bello realizzarsi nel proprio luogo d’origine, ma oggi è davvero difficile, sarebbe opportuno cercare la propria strada lontano e magari ritornare qui successivamente». Emergono, quindi, ideali e punti di vista diversi in cui il 70% dei neo diplomati intervistati crede in una svolta, in un cambiamento radicale, definendo il proprio futuro una battaglia da combattere per ottenere quelle stesse opportunità che vengono offerte in altri stati europei e non. 

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