Scoperti rifiuti tossici interrati nelle campagne del Parco nazionale del Cilento

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Foto Repubblica

di Mar. Val.

Sotto terra rifiuti tossici:sSacchi di juta, bidoni di plastica, fanghi tossici. E’ quello che è stato ritrovato nel cuore del Parco nazionale del Cilento, nel Comune di Salento. La procura della Repubblica di Vallo della Lucania, coordinata da Antonio Ricci, vuole vederci chiaro dopo la denuncia di un cittadino partita lo scorso anno. L’allora comandante dei carabinieri di Vallo della Lucania, il capitano Mennato Malgieri, raccolse la segnalazione e avvisò la procura che subito avviò le indagini. Ora due terreni in località Piana sono stati sottoposti a sequestro. Circa 50mila metri quadri sotto i quali gli inquirenti effettueranno anche i rilievi con il magnetometro. L’inchiesta di Repubblica Napoli e La Città di Salerno, a firma del giornalista Vincenzo Rubano, parla di fondi privati che negli anni ’90 erano stati affittati ad imprenditori senza scrupolo. «E’ ancora presto per capire cosa sia accaduto sotto questi terreni – ha precisato il procuratore Antonio Ricci – certo è che le indicazioni ricevute sono risultate fondate. Per il momento abbiamo trovato plastica, fanghi… ma gli scavi sono iniziati soltanto questa mattina». Le ruspe, accompagnate dai militari del nucleo di polizia ambientale della procura di Vallo della Lucania e dai militari della Guardia di Finanza, a pochi passi da uliveti e campi coltivati, hanno già fatto riemergere materiale ma gli inquirenti sospettano che ci sia di più.

Amministrazioni negligenti «Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al ministro della Salute Roberto Speranza rispetto al grave rinvenimento di rifiuti, probabilmente tossici, nelle campagne del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni». ha detto il questore della Camera e parlamentare salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: «Nel comune di Salento, in particolare, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, sono iniziati gli scavi in un terreno, a seguito di numerose denunce presentate dai residenti nella zona. E qui, a poca distanza da uliveti e campi coltivati, le ruspe hanno portato alla luce rifiuti di ogni genere: sacchi di juta, bidoni di plastica e fanghi sospetti. I lavori di scavo sono soltanto all’inizio. Ma, presto, potremmo trovarci di fronte ad uno scenario davvero inquietante e pericoloso sia per l’ambiente che per la salute degli abitanti che vivono in quel territorio, dove, nel corso degli anni, si sono registrati anche diversi casi di tumore. Come mai – si domanda Cirielli – soltanto ora ci si rende conto di questa drammatica situazione? E’ possibile che le amministrazioni pubbliche locali di centrosinistra (Comuni, Provincia di Salerno e Regione Campania) non si siano mai rese conto di questi sversamenti illegali? Chi doveva vigilare e non lo ha fatto?  Mi auguro che la magistratura e le Forze dell’Ordine vadano fino in fondo per risalire ai veri colpevoli di questa vicenda che non devono restare impuniti. Per quanto mi riguarda – conclude Cirielli – chiederò ai ministri Costa e Speranza di sapere se sono a conoscenza dei fatti che si stanno verificando nel Cilento e quali provvedimenti urgenti intendono adottare per salvaguardare l’incolumità dei cittadini che abitano nell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e contrastare il business del traffico illecito di rifiuti in Campania». 

Chiesta bonifica Chiarezza sul ritrovamento di rifiuti la chiede anche il Movimento 5 Stelle. «Dal primo giorno in Consiglio regionale – ricorda il consigliere Michele Cammarano – e in particolar modo durante le attività della Commissione speciale Terra dei Fuochi, ci siamo spesi per fare chiarezza sulle sollecitazioni che ci giungevano, e continuano ancora oggi a giungere, dai cittadini del Vallo di Diano. I rinvenimenti di queste ore in uno dei più piccoli comuni del Cilento rafforzano la tesi che questo territorio nei decenni passati è stato spesso destinatario di rifiuti di ogni genere. A distanza di anni è grave che molte aree interessate dagli sversamenti illegali, accertati dall’inchiesta Chernobyl che vede coinvolti alcuni comuni del Vallo di Diano, non siano state ancora messe in sicurezza. Nonostante avessimo sollecitato più volte gli organi regionali preposti a monitorare con assiduità e rigore un’area geografica spesso dimenticata, non abbiamo mai avuto riscontri definitivi da questa giunta. Parliamo di zone a grande vocazione agricola e turistica che sono state oltraggiate e offese, come è già drammaticamente accaduto per il Casertano. È giusto che le istituzioni contribuiscano a fare chiarezza e a mettere in campo provvedimenti e strumenti per avviare bonifiche e risanamento ambientale».

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Si rivolge al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, la deputata Anna Bilotti: «Quella sensibilità verso le aree interne che noi rivendichiamo da anni, e che oggi sembra il nuovo mantra della vecchia politica, deve passare innanzitutto dalla salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente – sottolinea la parlamentare – Dobbiamo fare in modo che la vera politica ambientalista anticipi gli interventi delle forze dell’ordine come ultima risorsa dei cittadini. Proprio in questa ottica presenterò un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente per sollecitare una maggiore attenzione sull’intero territorio del Vallo di Diano». Nell’interrogazione si intende chiedere in particolare se non si ritenga necessario monitorare, con le più recenti tecnologie disponibili e con la collaborazione dell’Arpac regionale e delle Asl, i territori oggetto dei probabili sotterramenti, onde acclarare gli eventuali luoghi oggetto di inquinamento e quindi procedere alle bonifiche dei terreni contaminati e al controllo sanitario della popolazione e degli allevamenti.

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