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Scritte® presenta «AlphaBeta», a Caselle in Pittari la prima collezione di manufatti narrativi

di Redazione

Un mondo laborioso, Caselle in Pittari. Un’idea che genera un’altra idea. Scritte® ne è un esempio: un progetto nato incidendo su un paio di sneakers una frase del cuore. E “AlphaBeta” è la sequenza successiva di un dna radicato qui, e non altrove.

Il cammino, intrapreso poco più di un anno fa da quelle sneakers, realizzate, prodotte e incise artigianalmente a Caselle in Pittari, dall’azienda Patrizio Dolci, oggi è diventato un viaggio alla scoperta delle proprie identità e dei propri valori, da narrare insieme: manufatti narrativi, che appartengono alla collezione “AlphaBeta”, ideati, progettati e finalizzati in JepisBottega™ che saranno presentati al pubblico e raccontati dagli stessi artigiani e produttori che le hanno realizzate, sabato 6 maggio, in Jepis Bottega™ a Caselle in Pittari.

Sneakers, stivaletti, borse, piani da lavoro, custodie, quaderni in una collezione «dedicata alla scrittura e alle sue origini, ai segni che generano parole e che scriviamo su pietra, pelle, carta, legno, luce. Una collezione che racconta il senso di ciò che è stato e ciò che sarà. Dall’alfabeto protosinaitico fino a noi. 20 simboli e 25 lettere con le loro sfumature, nel tempo, tra i popoli», raccontano Giuseppe Jepis Rivello e Vincenzo Moretti, ideatori del progetto Scritte®, artigiani del racconto, ideatori e curatori di storie.

L’Alef, il simbolo del toro che diventa la A che conosciamo e abbiamo utilizzato per scrivere questo testo. E poi Bet, il simbolo della casa come luogo di senso, come punto di partenza e di ritorno. Oppure Mem, che oggi per noi è la lettera M e simboleggia l’acqua. 

«AlphaBeta – spiegano Rivello e Moretti – è uno scavo nel lunghissimo cammino che abbiamo compiuto fino a oggi partendo dalle caverne, passando per i papiri e arrivando fino alla carta.  Un po’ come un bambino che prima impara l’alfabeto e poi a scrivere, così Scritte® fonda il senso della sua esistenza sui segni arcaici della scrittura e tutti gli altri segni che, a partire da lì, sono stati generati».

«Un insieme finito di simboli e di lettere che nelle mani di donne e uomini consapevoli diventa lo strumento per generare infinite storie da ideare, raccontare, scrivere, sognare. È il senso che abbiamo voluto dare ad AlphaBeta, a questa prima collezione che coniuga la ricerca su segni, simboli, tecnologie di scrittura e sapere artigiano», racconta Jepis, artigiano e narratore.

I manufatti narrativi ideati, progettati e finalizzati in JepisBottega™, latoBeta, sono realizzati dalle comunità di artigiani Patrizio Dolci® e Mastrodomenico®, entrambe situate a Caselle in Pittari.  Le scatole in legno che li custodiscono sono realizzate dagli artigiani ScatoLab-Realizzazioni la Bottega di Capaccio Paestum e la Falegnameria dei F.lli Spagnuolo di Caselle in Pittari.

Scritte®, di cui fa parte la collezione AlphaBeta, è un progetto editoriale nato per sperimentare nuove possibilità di scrittura, per diffondere una nuova cultura narrativa, per immaginare nuovi dispositivi, materiali, supporti con i quali raccontare e condividere le nostre storie. Le scarpe, le borse e gli oggetti di uso quotidiano che vengono realizzate sono uniche anche in senso letterale, perché raccontano con le parole e i segni la storia del loro autore, i sogni, il messaggio che vuole portare con sé, un passo alla volta.

Il 6 maggio, a partire dalle 20:30, presso Jepis Bottega in via Caporra a Caselle in Pittari,  saranno presenti tutti i produttori della filiera. Dopo un saluto del Sindaco di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo, sarà presentata la collezione “AlphaBeta”, commentata dagli artigiani che hanno realizzato i manufatti e discussa da Maria D’Ambrosio dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, da Pierpaolo Salamone Consulente di economia e management e da Marianna Vallone, Direttrice di Giornale del Cilento.

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