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Precari a Salerno: collaboratrice scolastica rimasta senza lavoro minaccia di gettarsi nel vuoto

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Precari a Salerno: collaboratrice scolastica rimasta senza lavoro minaccia di gettarsi nel vuoto

Graziella Ventrone è una signora di origini siciliane ed ha 42 anni. Graziella Ventrone ha un figlio che si chiama Emilio ed ha 14 anni. Ha un marito disoccupato . Ha lavorato al nord per molti anni. Graziella Ventrone, tre anni fa, è riuscita a trovare lavoro in una scuola della costiera amalfitana e si è così avvicinata a Cava de Tirreni, la città di suo marito. Ha fatto la bidella per tre anni. Dal trenta agosto è una tra le centinaia di precari della provincia di Salerno che hanno perso il lavoro. Da settimane è una delle persone più convinte nel portare avanti la protesta; è diventata l’emblema di quel presidio permanente che da settimane è stanziato davanti all’entrata dell’ Ufficio Scolastico Provinciale, in via Monticelli. Ieri mattina ha lasciato la sua solita postazione- nel cortile dell’ edificio, incatenata ad una sedia- per salire sul tetto. In lacrime ha minacciato di gettarsi nel vuoto. Totalmente attanagliata dalla disperazione, ha più volte scavalcato la balaustra del tetto, pronunciando frasi di assoluta rassegnazione. A chi le ha urlato, tra i colleghi, di pensare al figlio che la stava aspettando a casa, Graziella Ventrone ha risposto: "Casa?Quella in cui vivo non è una casa, è una topaia. E non ho nemmeno i soldi per pagarla. Quale futuro posso garantire a mio figlio? Non riesco nemmeno più a guardarlo in faccia" Dopo degli interminabili momenti in cui si è temuto il peggio, Graziella Ventrone è stata portata al sicuro dai vigili del fuoco. L’ hanno dovuta prendere di peso.

Dopo il fatto, la signora Ventrone è stata ricevuta dal vice prefetto vicario Cannizzaro; quest’ ultimo ha promesso di tenere presente il suo caso e quello delle centinaia di precari Ata della provincia.

La mobilitazione continua, a Salerno come in tante altre città italiane.

Il 3 ottobre manifestazione nazionale a Roma contro i tagli previsti dalla legge 133.

Pro memoria: la situazione attuale e la tendenza prevista per l’immediato futuro, tenendo presente alcuni dati, sono di facile lettura: per ottenere un risparmio di sette miliardi e 800 milioni di euro, in tre anni verranno cancellati quasi 132mila posti di lavoro, tra personale docente e Ata. Dei 27mila precari lasciati a casa senza contratto quest’anno, ben 5 mila e duecento sono in Campania; la nostra risulta essere la regione più gravemente colpita dalla scure dei tagli calata sul collo della scuola pubblica.

Intanto i precari della provincia di Salerno hanno scritto al prefetto per denunciare la situazione confusionaria di questi giorni, causata proprio dai tagli. Si legge: "Come era facilmente prevedibile le scuole si sono aperte con una forte carenza di organico e con classi sovraffollate".

L’ Anffas, una Onlus di Salerno, parte dell’ Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, lancia un vero e proprio grido d’allarme: "L’anno scolastico appena cominciato rivela le preoccupazioni, le contraddizioni e le tensioni più volte annunciate. Gli allarmi lanciati anche dalle famiglie dell’ Anffas confermano un quadro amaro e desolante. In questi giorni si susseguono notizie a dir poco sconcertanti circa classi di scuola superiore in cui sono concentrati addirittura sette alunni con disabilità. Ci troviamo di fronte ad una situazione di "ghettizzazione" autorizzata, ad uno strisciante ritorno delle odiose classi speciali"



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